Il Touring Club italiano (Keltouring), dalla primavera all’autunno, organizza gite in barca nella laguna nord di Venezia , tra barene, isole ed antichi insediamenti. Si tratta di un piccolo viaggio nel passato, di una giornata da trascorrere a bordo di un “‘bragozzo’” (tipica barca veneziana a fondo piatto), in armonia con i ritmi dell’acqua e con la sinuosità del percorso proposto.

E’ non solo un itinerario che parte da Venezia, sfiora i centri turistici di Murano, Burano e Torcello, si sofferma nelle isole di San Francesco del Deserto e Lazzaretto Nuovo e si snoda tra canali, barene e terre coltivate, ma anche un’occasione per riflettere sull’importanza dell’ambiente lagunare e sulla fragilità dei suoi equilibri. La proposta del Touring Club è “‘andare per acqua’”, un invito affiché in barca ci sia sempre un viaggiatore paziente e curioso. Si tratta di in itinerario particolarmente interessante sia per gli aspetti archeologici e storici che per gli aspetti naturalistici ed ambientali. Passando per i luoghi dei primi insediamenti umani in laguna, tra ruderi ed isole scomparse, si potranno osservare diversi aspetti caratteristici di questo particolare tipo di ambiente naturale: le valli da pesca, le paludi, le barene, l’ambiente fluviale delle vecchie foci del Sile, le terre coltivate dell’isola di S. Erasmo e l’ambiente marino delle bocche di porto (ovvero le ‘“vie di comunicazione”’ tra il mare Adriatico e la laguna di Venezia). In una città dove le vie corrono lungo il rettilineo orizzonte del turista frettoloso e la laguna è considerata un suo accessorio, c’è un elemento dominante che impone un ritmo proprio, mai piegato dalla fretta: l’acqua. Infatti, come affermò Josif Brodskij, ‘“viaggiare sull’acqua, anche per brevi distanze, ha sempre qualcosa di primordiale”’. ‘“L’acqua disdegna la nozione di forma, che mette in discussione il principio di orizzontalità, che scompone i piani e le forme degli edifici torcendo, percotendo, ritorcendo e sbriciolando la bellezza fino a portarla, pressoché intatta, al largo, in Adriatico.”’ Venezia, per essere capita nella sua totalità, va vista proprio dall’acqua, e non mi riferisco solo a quella del Canal Grande, ma anche a quella della laguna. Soltanto questa particolare ed affascinante angolatura permette di comprendere l’affermazione del poeta veneziano Mario Stefani: “se Venezia non avesse il ponte, l’Europa sarebbe un’isola”. Che si tratti di mero egoismo policentrico?