mercoledì 5 maggio 2010
Il frutto della passione
L’archivio di Italo Zannier nella collezione della Fondazione di Venezia
Marco Zavagno

Il Frutto della passione è l’immenso archivio «di lavoro» composto da una vasta fototeca di fotografe d’artista e integrato da una ricca biblioteca, raccolto da Zannier in tanti anni di insegnamento e passione per la fotografa. Nel 2007, la Fondazione di Venezia, garantendone la permanenza in città, ha acquisito questo immenso patrimonio: circa dodicimila volumi, oltre a inviti, locandine, brochure dedicati a eventi fotografici dal dopoguerra ai giorni nostri, riviste e carteggi con i futuri maestri della fotografa e i protagonisti della cultura italiana, circa milletrecento fotografie originali, dal dagherrotipo all’immagine digitale, vintage e di piccolo formato.

Frutto di un intenso lavoro di valorizzazione di tale patrimonio è l’ampio progetto culturale ideato dalla Fondazione di Venezia che ha in programma una mostra, una serie di workshop, incontri e seminari dedicati ai giovani e agli appassionati di fotografa. Per favorire la fruizione pubblica e la diffusione della conoscenza il fondo e l’archivio sono stati catalogati e schedati. Il patrimonio librario è destinato, in comodato d’uso, alla biblioteca di Storia del Design dell’Università Iuav di Venezia, che ne garantirà la fruibilità a studenti e studiosi della materia. Per l’archivio fotografico, dopo un meticoloso lavoro di perizia, restauri e digitalizzazione di tutti gli originali, è stato avviato – prima con una mostra a Milano e ora a Venezia – un ambizioso progetto espositivo. Italo Zannier, considerato il padre della storia della fotografa italiana, ha raccolto con «furore» un corpus di immagini unico, dando vita in cinquant’anni a una strepitosa collezione che sarà presentata a Venezia. «Ma non chiamatela collezione per favore: è un archivio, un archivio di lavoro», tiene a precisare lui stesso. La mostra Il furore delle Immagini, ospitata presso la sede della galleria di piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa, intende dare un’opportunità preziosa e rara per accedere al materiale per la maggior parte sconosciuto al pubblico ed è un omaggio a questo straordinario lavoro. La retrospettiva, curata da Denis Curti, racconta la storia della fotografa italiana dagli esordi fino alle tendenze contemporanee. Duecentosessanta immagini corredate da una serie di libri e album fotografici permetteranno una approfondita lettura storica delle opere dell’archivio Zannier. Attraverso l’appassionato «racconto» della collezione, la mostra delinea le tappe fondamentali dell’evoluzione tecnica ed estetica della «maravigliosa invenzione».

Aprono l’esposizione gli autori italiani di fine Ottocento, Carlo Naya con l’incredibile stampa, fuori formato per l’epoca, Venezia al chiaro di luna del 1870 e un rarissimo dagherrotipo del 1855. Sono presentate inoltre preziose albumine e carte salate di fine secolo. Il percorso espositivo prosegue con l’approfondimento di temi legati alla fotografia italiana degli anni trenta e quaranta e al «neorealismo» (con le fotografe dei gruppi «La Gondola», «La bussola», il «Misa» – il «Gruppo Friulano»), fino ad arrivare alle tendenze artistiche contemporanee, dove le immagini di Paolo Gioli, Franco Vaccari e Nino Migliori testimoniano il momento in cui la fotografia riflette su se stessa e sul suo linguaggio. E ancora, si potranno ammirare le immagini di Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Mario Cresci, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Franco Fontana e molti altri protagonisti della fotografa italiana.

Denis Curti, in collaborazione con Angela Vettese, ha voluto costruire una mostra in cui le immagini dialoghino con i testi. Tra i materiali più interessanti si potranno scoprire lettere, anche confidenziali, di vari maestri della fotografa, da Paolo Monti a Mario Giacomelli, a Tazio Secchiaroli, che assieme a Fellini ha fatto una dedica al fondamentale libro sui Paparazzi di Zannier, ringraziandolo per averlo chiamato, in un articolo, «il fotografo della Dolce Vita» (e prima del film di Fellini); un libro di Nadar, con dedica autografa; i lavori di Marco Antonio Cellio, che, forse, prima di tutti inventò una tecnica che assomigliava alla fotografia. Un video documentario sulla Collezione Italo Zannier e sui protagonisti della fotografia in Italia, realizzato in occasione della mostra, offrirà un’opportunità di approfondimento ulteriore.

La Fondazione di Venezia, in collaborazione con l’Agenzia fotografica Contrasto, ha inoltre bandito il concorso fotografico «Sguardi sul presente», a iscrizione gratuita e aperto a tutti gli studenti delle scuole secondarie superiori della provincia di Venezia. Il concorso offre agli studenti la possibilità di esprimere il loro interesse per la fotografa intesa sia come mezzo artistico che come strumento documentario.

Una giuria composta da esperti in materia premierà i primi tre classificati della categoria scatto unico e il primo classificato della categoria portfolio.