La politica energetica di Venezia si muove tra grandi progetti industriali e interventi di minore dimensione diffusi sul territorio urbano. L’obiettivo comune è l’incremento di energie rinnovabili e pulite e quindi la graduale riduzione di agenti inquinanti in atmosfera generati dalle produzioni energetiche tradizionali basate in prevalenza sul carbone e sugli oli combustibili. Hydrogen Park è un progetto industriale che mira alla produzione di 16 megawatt di energia attraverso l’uso di idrogeno proveniente dalle lavorazioni del petrolchimico. L’idrogeno, infatti, è un prodotto di scarto dei cicli di lavorazione dell’etilene del polo petrolchimico di Porto Marghera che in futuro sarà trasferito alla nuova centrale per la produzione di elettricità con un impatto quasi nullo sull’ambiente. La quantità di elettricità prodotta dalla nuova centrale ad idrogeno permetterà di eliminare circa 20 mila tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera. Oltre a questo importante ed innovativo intervento in campo energetico, il comune veneziano si è reso protagonista anche di una serie di iniziative che non rivestono una valenza industriale ma che certamente aiutano ad attuare il processo di riconversione energetica, con il graduale passaggio dalle fonti di produzione energetica tradizionali a produzioni energetiche a minore impatto ambientale. E’ il caso del fotovoltaico, e in particolare della possibilità offerta ai cittadini veneziani di installare pannelli solari sui tetti delle abitazioni del centro storico. Questo è stato possibile grazie ad una modifica apportata al regolamento edilizio che permette all’interno delle aree delimitate come centro storico, di inserire, sulla copertura delle abitazioni, i pannelli solari fino ad un massimo del 6% della superficie. Questo limite è stato fissato per le abitazioni vincolate, perché sul resto degli edifici non vincolati possono essere installati pannelli di maggiore dimensione non essendo stato definito alcun limite dimensionale. Per gli edifici vincolati, inoltre, i proprietari possono richiedere alla Soprintendenza di installare i pannelli fotovoltaici anche su una superficie maggiore del 6%. La Soprintendenza, in seguito a precise indagini, decide, quindi, di accettare o meno le diverse istanze inoltrate. Ovviamente non mancano le critiche per questa iniziativa, che si basano in particolare, sui possibili impatti visivi che potrebbero essere generati da un’eventuale diffusione di impianti fotovoltaici sui tetti di Venezia. Il fronte dei “contrari” sostiene, infatti, che il beneficio indotto dall’uso di fonti energetiche alternative, nella fattispecie l’energia solare, non compenserebbe il danno che i nuovi impianti energetici arrecherebbero all’immagine complessiva di Venezia. Non c’è dubbio, comunque, che l’iniziativa del comune di Venezia sia un atto importante e coraggioso- non solo per il comune lagunare- perché può valere come modello generale di riferimento per il rinnovamento e la valorizzazione dei centri storici italiani. La misura adottata dal Comune può essere considerata, inoltre, come incentivo alla residenzialità nel centro storico veneziano, perché permette di usufruire di un servizio (la produzione di energia solare) già presente in altri ambiti del territorio comunale. Il Comune, comunque, sembra deciso ad andare avanti con i progetti di riconversione energetica e di dare graduale attuazione alle azioni proposte dal Piano Energetico Comunale (PEC) approvato nel 2003. Il PEC è uno strumento che analizza il sistema energetico comunale (domanda e offerta di energia) e la sua evoluzione e individua un piano di azione dove si propongono una serie di interventi energetici per gli usi civili, industriali e sul fronte mobilità e trasporti. Le politiche energetiche comunali, secondo gli obiettivi fissati dall’amministrazione, perseguono le indicazioni contenute nel Piano d’Azione del Consiglio Europeo del 2007 “Una politica energetica per l’Europa”, che ha fissato nel 2020 la data alla quale proiettare gli scenari della previsione energetica europea (ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica; migliorare del 20% l’efficienza energetica dell’UE; incrementare la percentuale dell’energia ricavata da fonti rinnovabili fino al 20% ). Tale data e tali obiettivi sono stati assunti, a livello nazionale, dall’Energy Position Paper del settembre 2007. L’obiettivo specifico sulle energie rinnovabili, prevede che alla data traguardo del 2020, queste incidano sulla produzione totale di energia per almeno il 20%, ridotto per l’Italia al 17% dalla nuova direttiva sulle rinnovabili proposta il 23 gennaio 2008 dalla Commissione Europea