Un gioiello poco conosciuto dai molti turisti che si recano a Londra ogni anno, poco segnalato dalle guide, un vero tesoro per gli occhi ed il cuore, assolutamente da non perdere è la Gallery Marianne North all’interno di uno dei più prestigiosi giardini inglesi, il Kev Garden, facilmente raggiungibile anche in metropolitana, direzione Richmont, fermata Kev. Da un’isola della laguna veneziana, ho scoperto questo tesoro nel mio primo viaggio a Londra poco tempo fa, con mia sorella in una atmosfera di complicità e di ricordi di giochi comuni infantili, nei giardini ed orti segreti dell’infanzia comune veneziana.. La galleria è collocata ai bordi del parco, nel settore ovest, in una costruzione che Marianne North ha donato al Kev Garden, con 832 pitture ad olio, inebrianti per i loro colori , le forme e la perfezione. Si tratta di fiori soprattutto, ma anche di piante, animali, paesaggi colti dal vivo durante i numerosi viaggi che lei fece nei sei continenti. La proposta della donazione di Marianne North al Kev Garden risale al 1878, la galleria viene aperta al pubblico nel 1882. Il villino dalla forma a T è opera di un architetto suo amico, James Fergusson, nel 1881-82 lei stessa lo decora con un fregio floreale e vi sistema le sue pitture, in ordine geografico, creando una miriade di linee verticali, una sorta di mosaico con un effetto avvolgente.
L’insieme colpisce emotivamente lo spettatore, che si ritrova circondato dalla flora di larga parte del mondo, illuminata dalla luce che proviene da una alta galleria con grandi e lunghe finestre. Si tratta di un giardino segreto, in tutte le accezioni reali e metaforiche del tema: non si può non pensare a questa donna nata nel 1830 da famiglia benestante, rappresentante della società vittoriana.. Marianne ebbe un’infanzia felice, costellata da viaggi in Europa, dopo la morte della madre divenne l’infermiera, l’accompagnatrice, la partner intellettuale del padre, alla morte di questi nel 1868, iniziò ad intraprendere da sola lunghi viaggi e soggiorni a partire dal 1871, per dipingere dal vivo fiori e piante, sottoponendosi a dure fatiche, pericoli, raccontate nei diari pubblicati postumi.

Nel 1871 visitò la Giamaica, gli Stati Uniti e il Canada, quindi la giungla del Brasile dove dipinse oltre 100 pitture in otto mesi, Tenerife, il Giappone, Singapore, Borneo, Sri Lanka, Ceylon l’ India dove rimase per 15 mesi dipingendo 200 opere. Seguendo le suggestioni dell’amico Darwin visitò l’Australia, la Nuova Zelanda, quindi il Sud Africa, le Seychelles e il Cile. Ritornata a Londra nel 1885, si stabilì a Gloucestershire, dove morì nel 1890. Numerose piante portano il nome di Marianne North in suo onore
Qualcuno ha detto che la storia del viaggio è la storia del passaggio dalla necessità alla libertà, questa frase se è vera per l’uomo, la si può applicare in modo emblematico alla donna, che ha dovuto superare resistenze, divieti durati a lungo, trovando nel viaggio maggiore autonomia. Marianne ha lasciato profonda testimonianza di sé nei dipinti, nella scrittura biografica di viaggio, è riuscita a coniugare insieme le due figure archetipiche di Hestia ed Hermes, l’una la cura, l’attenzione, la continuità, l’altra l’apertura, la mobilità, il viaggio. Ancora nel 1854 “La civiltà cattolica” ribadiva “le femmine sono utili a conservare le cose sedendo”. Mille fiori per te Marianne che hai saputo alzarti, andare per il mondo, conservare e trasmetterne la bellezza.