venerdì 7 dicembre 2007
Urban Italia a Venezia: il bilancio di un’esperienza di riqualificazione urbana e sociale
Apriamo i muri: nuovi luoghi e nuovi servizi per la popolazione di Venezia
Federico Della Puppa

I programmi di rigenerazione urbana Urban hanno rappresentato, sia in Europa che in Italia, uno dei principali motori per la rivitalizzazione funzionale dei quartieri più disagiati delle città. Obiettivo generale del programma Urban Italia per Venezia, denominato significativamente apriamo i muri, è stata la rigenerazione infrastrutturale e sociale dell’area obiettivo, attuata con un insieme articolato di interventi sull’imprenditorialità e l’occupazione, sull’inclusione sociale, sui sistemi integrati di trasporto e sull’informazione, destinati non solo a migliorare le infrastrutture, ma a favorire soprattutto la residenzialità locale, rivitalizzando le funzioni di alcuni servizi esistenti e attivandone di nuovi per i residenti. In particolare, il programma Urban Italia “Apriamo i muri” ha messo in atto interventi per 13,4 milioni di euro, dei quali 5,06 finanziati dal Ministero delle infrastrutture. L’insieme di interventi ha coinvolto Dorsoduro, Santa Croce, Santa Marta, San Basilio con l’area portuale, la Giudecca e Sacca Fisola. Il programma ha operato attraverso la sistemazione di molte zone del quartiere (dalle aree Stucky alle aree ex Junghans fino a Sacca San Biagio e a San Basilio) e la realizzazione di numerosi progetti destinati ai residenti e in particolare alle fasce più deboli della popolazione – bambini, anziani, studenti, carcerati ed ex carcerati.

I principali obiettivi e i risultati attesi dalla realizzazione del programma erano legati alla precarietà della struttura demografica, la principale debolezza strutturale dell’area obiettivo, determinata da una elevata presenza di popolazione anziana e da un basso livello delle nascite. L’intero contesto generale del centro storico lagunare di Venezia dimostrava (e dimostra tutt’ora) di essere a sua volta in evidente fase di debolezza strutturale, e l’area di intervento ha rappresentato in questo senso un esempio interessante al fine di proporre azioni in grado di riequilibrare le diverse componenti residenti – stabili e temporanee – presenti nei diversi segmenti della popolazione (bambini, giovani, studenti, adulti, anziani). Un altro fattore critico sul quale il programma si è concentrato è stata la difficoltà dell’integrazione sociale, data dalla presenza “eccezionale” nella città insulare di popolazioni “segregate”, separate da muri fisici, culturali e storici, che compromettono la normale vita di quartiere. Attraverso le diverse azioni, sia a carattere infrastrutturale che sociale, Urban Italia ha posto in essere una serie di interventi integrati, il cui scopo è stato il superamento di queste fasi di criticità presenti, e i principali risultati raggiunti possono essere così sintetizzati:
- riduzione del tasso di decremento della popolazione residente, un obiettivo che può ritenersi raggiunto in quanto si è passati dal 9 al 2 per mille (in pratica il quartiere perdeva 9 abitanti ogni mille all’avvio di Urban Italia e oggi questo valore è sceso a 2, il più basso a livello di centro storico);
- fruizione da parte della popolazione residente delle strutture universitarie e delle strutture in ambito portuale, un obiettivo raggiunto mediante l’apertura alla popolazione della biblioteca di Ca’ Foscari alle Zattere, dell’area IUAV a San Basilio (dotata anche di collegamento internet wi-fi), della ex chiesa di S. Marta e del Seamen’s Club in area portuale;
- miglioramento della fruizione delle strutture pubbliche esistenti a disposizione della cittadinanza, un obiettivo raggiunto attraverso le diverse azioni attivate in tal senso, dall’apertura degli internet point alla riapertura del Centro Civico alla Giudecca (Cz95);
- recupero di siti urbani degradati, un obiettivo che è stato raggiunto a partire dalla demolizione dell’inceneritore di Sacca Fisola fino al recupero delle aree sportive a Sacca San Biagio, dalle urbanizzazioni dell’ex Junghans e la realizzazione di un novo canale alla riqualificazione delle aree Stucky-Trevisan-Scalera, dove è stato anche realizzato un nuovo ponte;
- implementazione di politiche di inclusione sociale, destinate alle fasce più deboli della popolazione, dall’avvio di servizi domiciliari per anziani a carattere sperimentale all’apertura di sportelli informativi, dall’assistenza al reinserimento degli ex detenuti all’avvio di percorsi formativi e lavorativi, dalla realizzazione di alloggi protetti all’apertura di un centro per la cura dell’Alzhaimer;
- promozione della crescita culturale, attraverso l’apertura di spazi dedicati alla cultura e proposte di attività culturali, da quelle realizzate al teatro universitario di S. Marta a quelle promosse presso il Centro Civico alla Giudecca.

Molti servizi e molte azioni avviate dal programma Urban Italia proseguiranno anche dopo la chiusura del programma stesso. Era questo un altro degli obiettivi fissati la filosofia di intervento di tutta la programmazione Urban a livello europeo prevedeva il sostegno all’avvio di servizi e azioni che, alla chiusura del programma, dovevano poi tradursi in elementi stabili e strutturali delle nostre città. Oltre alle azioni infrastrutturali che hanno modificato e riqualificato ampie parti del quartiere, tra i servizi avviati e che proseguiranno vi sono gli “sportelli carcere” (tre interni ed uno esterno), il servizio Inform@nziani, tre internet point gratuiti, l’uso delle tecnologie wi-fi per la navigazione internet in aree pubbliche a San Basilio, l’apertura alla popolazione della biblioteca universitaria alle Zattere, il centro Alzhaimer alla Giudecca, otto alloggi protetti per anziani e l’insieme di servizi di cura a domicilio sempre per gli anziani, un nuovo asilo nido e l’ampliamento di un asilo nido esistente, i servizi di accompagnamento al nido per i figli delle madri detenute, i servizi per i marittimi presso il Seamen’s Club in area portuale, i corsi di formazione e le attività lavorative presso le carceri veneziane, tutte attività che proseguiranno attraverso l’impegno dei partner coinvolti. La filosofia di intervento di Urban Italia ha anche puntato sulla rivitalizzazione culturale del quartiere, mediante l’apertura del teatro universitario di S. Marta e la realizzazione di spettacoli ed eventi di animazione culturale ad opera dell’associazione culturale Shylock. Il programma ha inoltre puntato sulla riqualificazione e sull’apertura alla cittadinanza di due contenitori culturali: l’ex chiesa di Santa Marta e il Centro Civico alle Zitelle, spazi che rappresentano nuovi punti di riferimento per la produzione culturale della città.
www.comune.venezia.it/apriamoimuri