L’Arsenale, il cuore della potenza della Serenissima e la maggiore industria dell’antichità, è oggi il risultato di numerose trasformazioni, ampliamenti, demolizioni e opere a volte imponenti che rispondevano alle esigenze politiche, militari o dei modi di produzione e di tecnologie appartenenti alle diverse epoche storiche. Le trasformazioni avvenute hanno segnato il passaggio da uno stato a un altro in funzione delle necessità del momento. Così, dal primo nucleo duecentesco, lo sviluppo e la “riconversione” motivate dalle esigenze di potenziamento della flotta della Repubblica veneziana e, successivamente, dalle necessità di aggiornamento derivanti dalle innovazioni tecnologiche, hanno condotto nel primo decennio del Novecento alla configurazione attuale.
L’Arsenale occupa il bordo nord-est di Venezia con un estensione di circa 48 ettari. Il muro di cinta che lo circonda è lungo 5 chilometri, interrotto da tre varchi pedonali, uno monumentale e due di servizio e da altrettanti accessi acquei. Buona parte degli edifici non è utilizzata o lo è solo per periodi limitati nel corso dell’anno. La proprietà è del Demanio dello Stato attraverso: Ministero della Difesa - Marina Militare (62%) Demanio pubblico Ramo storico artistico (36%) Ministero delle Infrastrutture (2%)
Il Comune di Venezia ha avviato negli ultimi anni il “Progetto Arsenale”, un concreto programma di recupero urbano che consiste nel riportare a nuova vita l’intera area. A partire da uno schema generale, sono state definite attività e modalità di intervento compatibili con le caratteristiche del sito. All’interno di tale schema è stata approfondita prioritariamente la pianificazione dell’area nord attraverso un piano di dettaglio: il Piano Particolareggiato che è stato approvato nel 2003 con l’accordo del Comune, Regione, Agenzia del Demanio, Marina Militare, Magistrato alle Acque e il parere favorevole della Soprintendenza. Tale priorità è stata motivata dalla necessità di definire “regole di comportamento” preventivamente conosciute e condivise nell’area ove più urgenti sono le necessità d’intervento sia per migliorare le condizioni in cui si svolgono e possono svilupparsi le attività già insediate, sia per consentire l’avvio di nuove iniziative.
L’ambito relativo alla pianificazione dell’Arsenale nord, coincidente in buona parte con l’area smilitarizzata, interessa la porzione delle tese cinquecentesche della Darsena Novissima, le adiacenti Tese delle Galeazze, l’ambito degli Scali di alaggio e le più recenti parti dei Bacini di carenaggio e delle Casermette. Il progetto del piano segue pertanto una prima identificazione, all’interno e all’esterno del recinto murario, cui appartengono criteri e approfondimenti analitici e normativi differenziati, distinguendo l’ambito interno identificabile nell’Arsenale settecentesco dagli ampliamenti ed imbonimenti che hanno avuto inizio con le ristrutturazioni ottocentesche. Tale distinzione si è resa necessaria per la diversa conformazione dei manufatti e conseguentemente per il loro diverso grado di conservazione e trasformazione.
Seguendo le previsioni del Piano, la Società Arsenale di Venezia SpA sta realizzando 5 interventi:
il recupero della Tesa 105 da destinare a nuovo accesso pubblico dall’area delle Casermette alla Novissima e a incubatore di impresa;
i l recupero della Tesa 113 che diventerà mensa e ristorante;
i l recupero della Torre di Porta Nuova che sarà trasformata in spazio espositivo attrezzato con postazioni di studio e consultazione;
il recupero delle Tese di San Cristoforo destinate ad accogliere anch’esse spazi espositivi e per manifestazioni varie;
la realizzazione del ponte mobile che collegherà la fondamenta Novissima alle Gaggiandre per consentire la percorribilità dell’intero Arsenale.