Pensando alla città di Mestre e ad sua possibile rappresentazione, si potrebbe ricorrere all’immagine di Mestre come“luogo di mezzo”, secondo due punti di vista. E’ un “luogo di mezzo” perché si colloca tra due aree, Venezia e Porto Marghera, due polarità forti, caratterizzate da una grande capacità attrattiva, che hanno dato un decisivo impulso allo sviluppo, soprattutto residenziale, dell’area urbana di Mestre. Ma c’è anche un’altra ragione, più generale, per considerare Mestre come “luogo di mezzo”. Prendiamo come riferimento le città italiane, piccole, medie o grandi che siano. Gli spazi che solitamente rendono queste città riconoscibili, dotate di un particolare carattere e di una specifica identità, sono quelli rappresentati dal nucleo storico e dagli ambiti non urbanizzati esterni alla città, ad esempio il paesaggio rurale. Tutto quello che si trova tra questi due sistemi (centro storico e paesaggio rurale) è generalmente una diffusione di insediamenti senza qualità architettonica e urbana; sono “luoghi di mezzo”. Anche in questo senso Mestre ha costituito per lungo tempo un “luogo di mezzo”, un territorio mediocre per le architetture degli edifici e la povertà di spazi pubblici, collocato tra il centro storico di Venezia e la campagna veneta.
Ma qualcosa sta cambiando. La città di Mestre negli ultimi anni è stata coinvolta da importanti azioni di riqualificazione urbana e di potenziamento e riordino infrastrutturale, che tentano di stabilire condizioni di vita migliori per gli abitanti, ma soprattutto si propongono di costruire una nuova immagine della città. L’obiettivo è di rendere Mestre un ambito urbano protagonista dello sviluppo e della riorganizzazione dell’intera area metropolitana veneziana. I progetti del Passante di Mestre e del Bosco di Mestre sono alcuni esempi che danno un’idea di questo nuovo protagonismo che si vuole assegnare alla città di Mestre. Anche l’intervento di riconversione dell’area su cui sorge l’ospedale Umberto I, oggetto di un recente concorso di idee, fa parte di una strategia di rinnovamento dell’immagine di Mestre. I progetti presentati al concorso dovevano conseguire in linea generale una riqualificazione architettonica e urbana per ridare all’area dell’ospedale Umberto I, una valenza di tessuto di interconnessione urbanistica e sociale. Il concorso di idee è stato vinto dallo Studio Glass di Giorgio Lombardi, scomparso prematuramente nel mese di dicembre 2006, con un progetto che la commissione ha premiato non solo per le soluzioni architettoniche proposte, ma soprattutto per l’attenzione rivolta alla costruzione di spazi pubblici e di percorsi di connessione con alcune importanti aree urbane della città, tra cui Piazza Ferretto e Piazzale Olimpia. Al secondo e al terzo posto si sono piazzati i progetti dell’architetto Eleonora Mantese e di Giovanna Mar, dello studio Gian Paolo Mar. Da un punto di vista architettonico il progetto di Giorgio Lombardi si caratterizza per la presenza di tre torri alte al massimo 100 metri, con una piazza centrale destinata ad ospitare una grande varietà di funzioni, commerciali, direzionali, residenziali, culturali, di svago e legate al tempo libero. Un progetto, quello di Lombardi che, secondo il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, riesce a combinare elementi importanti dal punto di vista architettonico, urbanistico ed economico, attraverso una chiave architettonica molto sofisticata coniugata ad un preciso progetto urbano.