giovedì 30 novembre 2006
Quale salvaguardia?
Un intervento del nuovo presidente di Insula
Gianpaolo Sprocati

Il recente dibattito intorno ai temi della salvaguardia di Venezia strettamente legati al mancato finanziamento della legge speciale – non più erogata dal 2002 – mi vede impegnato in quanto neopresidente della società che si occupa della manutenzione del centro storico veneziano. La carenza di risorse costituisce prima di tutto un dramma per Venezia e solo di conseguenza crea difficoltà a Insula. Oggi Insula è una società molto ben strutturata e rappresenta un patrimonio prezioso e indispensabile dell’amministrazione pubblica per la salvaguardia della città, questo per l’elevata capacità di elaborare sia gli interventi straordinari dell’accordo di programma del 1993 tra Stato, Regione e Comune, sia di gestire la manutenzione urbana programmata - per conservare dal degrado quanto viene man mano realizzato - e gli interventi puntuali che si rendono necessari. I progetti, quindi, sono innumerevoli, mancano però i finanziamenti. L’opera di risanamento urbano affidata a Insula potrebbe subire un drammatico rallentamento qualora non vengano attribuiti quei finanziamenti che il programma pluriennale sottoscritto dallo Stato e dalla Regione prevedeva.

Negli anni passati, come è noto, il Governo ha scelto di finanziare unicamente gli interventi alle bocche di porto. Una posizione che appare politicamente insostenibile e culturalmente miope dato che nega la complessità dell’azione di salvaguardia. Fortunatamente, in controtendenza rispetto a queste sottovalutazioni, il Comune ha affidato gran parte della manutenzione urbana a Insula nell’ambito del centro storico riconoscendone l’efficacia e andandone così a consolidare la “missione” strategica. Esiste, inoltre, l’ipotesi che gradualmente l’incarico possa essere esteso all’intero territorio comunale. Grazie alla qualità delle competenze della società sarà possibile, nei prossimi mesi, avviare una strategia che ci permetterà di conseguire un assetto interamente pubblico di Insula al servizio dell’intera città, mettendo a disposizione le capacità di conoscenza e di programmazione acquisite, possibilmente senza chiudersi nell’ambito della proprietà comunale. La Regione, per esempio – che contribuisce alla realizzazione del programma integrato rii con il 10% dell’intera quota destinata alla salvaguardia regionale – potrebbe avere un legittimo interesse a partecipare, con una presenza di conoscenza e di verifica all’attività gestionale di Insula. La stessa proposta è stata sottoposta al presidente della Provincia, Davide Zoggia, che si è detto interessato e propenso a compartecipare attivamente alla società prospettata.

La scadenza che ci siamo dati per definire il nuovo assetto societario è la fine di quest’anno, auspicando la partecipazione di più soggetti istituzionali pubblici. Sempre in questo lasso di tempo dovrà essere chiarita la posizione governativa rispetto al futuro della città. Spetta infatti al nuovo Governo corrispondere con maggiore attenzione alla questione veneziana. Alla città, nel suo insieme, tocca invece di dimostrare con fermezza la necessità dei finanziamenti, che saranno spesi oculatamente e senza sprechi, perché utilizzati per soddisfare priorità e urgenze che hanno come obiettivo la tutela della città stessa. Poter garantire la programmazione della manutenzione di Venezia è fondamentale per la sopravvivenza di un patrimonio straordinario affidato a noi cittadini, ma che appartiene a tutti coloro che vogliono preservarlo mantenendo vitale Venezia.