Presidente, come definirebbe la sua esperienza a Insula?
Un’esperienza esaltante perché mi ha dato modo di occuparmi di Venezia e di farlo da un punto di vista assolutamente privilegiato, cioè mentre si interveniva sulla sua “fisicità” e ci si impegnava in una fase di approfondimento, di conoscenza, di sperimentazione delle tecniche e delle procedure, destinate poi a consolidarsi in una prassi, per molti aspetti, esemplare. È stato gratificante lavorare per una società la cui struttura è stata accuratamente organizzata fin dalla sua fondazione (1997) e continuamente migliorata, con personale esperto e motivato. Ho potuto, inoltre, condividere l’amministrazione e le scelte strategiche con consiglieri che hanno lavorato con grandissima professionalità.
Qual è stata l’evoluzione della società in questi ultimi anni? Insula ha avuto anni di continua crescita in quantità e qualità, sotto la spinta di una domanda sociale che ha fatto della manutenzione della città uno degli obiettivi prioritari. Con il tempo la società è maturata fino alla configurazione attuale, che appare equilibrata ed efficiente. Uno degli aspetti che più è stato curato da tutti i nostri operatori è il rapporto con i cittadini: un atto dovuto dal momento che lavorare a Venezia – su spazi ridotti e in un intreccio continuo con persone ed edifici – comporta disagi per tutti. Ora, con l’assunzione anche della manutenzione quotidiana, i rapporti si sono fatti ancora più frequenti e poniamo la massima attenzione alla puntuale risposta a tutti i temi che ci vengono sottoposti.
A che punto è il lavoro di manutenzione della città?
Ha raggiunto significative percentuali su molti dei capitoli che ci hanno visto fino ad ora impegnati. I nostri cantieri sono oggetto di attenzione continua, non solo da parte dei residenti, ma anche dei visitatori e dei turisti, che apprezzano come un dono la possibilità di vedere – quando mettiamo in secca i canali e lavoriamo dentro i rii – come sia fatta questa misteriosissima città che sorge dalle acque. Venezia sta a cuore a tutti e la cura della città, che l’amministrazione comunale realizza attraverso i programmi di Insula, è vissuta da tutti come un concreto segno che garantisce attivamente la sopravvivenza di questo grandioso artificio.
Quali sono stati i momenti significativi della sua presidenza? Primo tra tutti il ponte galleggiante pensato da Insula per la festa del Redentore che ha rappresentato un momento di particolare sintonia con la città. Quando l’esercito annunciò di non essere più in grado di garantire il vecchio ponte militare, l’amministrazione comunale si trovò a dover allestire la struttura in condizioni davvero precarie. In quell’occasione toccò a Insula individuare un buon progetto che fu subito approvato e condiviso dall’amministrazione comunale. Dal 2002, quindi, Insula realizza il nuovo ponte del Redentore la cui parte centrale serve anche per allestire il ponte della Salute. Inoltre grazie ai suoi moduli aggregabili, la struttura è stata usata anche per il padiglione galleggiante della Biennale 2005 nel bacino dell’Arsenale e per la passerella di collegamento predisposta in occasione della Venice Marathon tra la punta della Salute e San Marco.
Qual è l’attuale situazione di Insula?
Da due anni si addensano nubi sul Progetto integrato rii per la decisione del Governo di assegnare tutti i fondi della legge speciale, che costituisce la fonte di finanziamento principale per la manutenzione straordinaria della città, alle grandi opere e, nel caso nostro, al progetto Mose. I trasferimenti finanziari si sono dunque fatti sempre più ridotti e il programma ha già subito rallentamenti significativi. Il 2005 ha potuto ancora chiudersi positivamente, come tutti i precedenti, grazie ai cantieri in corso, ma il 2006 si presenta come anno di crisi e apre una serie di interrogativi sulla continuità della manutenzione. L’amministrazione comunale ha ben presente la questione e sta elaborando scelte che valorizzeranno le capacità tecniche e operative di Insula anche per il futuro, ma è indubbio che la società sta ora vivendo alcuni passaggi difficili. Il fatto però che siamo tutti concentrati sui problemi aperti e sulla ricerca delle soluzioni mi consente di pensare che, per Insula, le prospettive sono positive.
Quale potrebbe essere il bilancio della sua esperienza a Insula?
Lascio una società che, negli ultimi cinque anni, ha raddoppiato il suo valore a seguito di bilanci costantemente positivi e alla destinazione a riserva societaria dei corrispondenti valori, per unanime decisione, anno dopo anno, di tutti i soci. Se i tempi non sono facili, possiamo dire di essere stati non solo capaci ed efficienti, ma anche sobri e previdenti. Questo è lo stile di Insula.