![]() ![]() Il nuovo Masterplan di Tessera
Comune di Venezia, Regione Veneto e SAVE disegnano insieme il futuro dell’area aeroportuale di Tessera
Tra salvaguardia del passato e speranza o, talvolta, ansia di modernizzazione, si é sviluppato, soprattutto nell’ultimo decennio, un dibattito vivace sul futuro di Venezia, una città fragile, per i suoi caratteri ambientali e architettonici, su cui si tenta di imprimere azioni di rinnovamento urbano e di riorganizzazione dell’assetto economico. Tutto questo, per uscire da una ormai obsoleta forma di produzione fondata esclusivamente sull’industria pesante e da uno squilibrato uso del territorio da parte di incontrollati flussi turistici. Si tratta quindi di una strategia che, attraverso una rivisitazione completa della programmazione e pianificazione comunale e la realizzazione di interventi puntuali, tenta di proporre una maggiore articolazione delle funzioni sul territorio, di potenziare le connessioni e gli spazi che favoriscono la convergenza tra sapere scientifico e attività imprenditoriali, di creare le condizioni per una distribuzione territoriale più equilibrata delle strutture e dei servizi ricettivi, di ridisegnare l’accessibilità e la mobilità in tutte le parti del territorio, in definitiva, di ripensare ad un nuovo equilibrio tra attività umane e ambiente lagunare, un equilibrio decisamente compromesso dalle pesanti espansioni industriali e residenziali dello scorso secolo. Evidentemente, le esperienze che in qualche misura tentano di sostenere un disegno nuovo per la città di Venezia, hanno trovato e probabilmente troveranno facilmente attrito con alcune posizioni che temono un pericoloso effetto cumulativo degli impatti di alcuni progetti sull’ambiente lagunare. E’ il caso, per esempio, del previsto potenziamento aeroportuale di Tessera, uno dei numerosi progetti infrastrutturali previsti nel territorio veneziano, incluso all’interno di una strategia generale volta a ristabilire un nuovo protagonismo per Venezia, come luogo dell’accoglienza e come polarità di riferimento per i flussi di persone e di merci che si muovono lungo le principali reti di collegamento nazionali e internazionali.
Non c’é dubbio che un progetto di questa portata è un’operazione di mercato che crea ricchezza sul territorio e sostiene i processi di internazionalizzazione delle imprese del Nord-Est ma, non sono da trascurare, le possibili ripercussioni che lo sviluppo delle attività e delle infrastrutture aeroportuali potrebbe provocare alla popolazione locale e, secondo alcuni esperti, all’intero ecosistema lagunare. Non da ultimo, si pone il problema del nuovo assetto viabilistico che dovrà necessariamente sostenere l’incremento del traffico passeggeri e merci previsto dal piano di ampliamento aeroportuale, il quale, si lega indissolubilmente ad un preliminare inserimento di alcuni assi di collegamento stradali e ferroviari, senza i quali l’intera operazione risulterebbe incomprensibile e assolutamente insostenibile. [ Pubblicato il 19 maggio 2008 ]
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