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IL TESSITORE DEL VENTO
“Il tessitore del vento” è il libro di Augusto Fiocchi ambientato a Venezia e racconta la storia di uno scrittore fallito che accetta un contratto editoriale estremo...

Nello scenario inerte di una Venezia sempre più simile alla desolante condizione umana, uno scrittore fallito accetta un contratto editoriale estremo: il suicidio in cambio della pubblicazione.

Nei sei mesi che lo separano dal fatidico appuntamento con la morte, lo scrittore riempie la sua solitudine dedicandosi a un nuovo romanzo “di clamorosa e complessa bellezza”. È la storia dei personaggi veri o finti che in quegli ultimi giorni attraversano la sua vita di scrittore e di personaggio. È la storia di un amore che potrebbe salvarlo. È la storia del libro che il lettore sta leggendo ma che sa di non poter terminare: il tempo del suo autore è scaduto, “lo specchio specchierà se stesso e il cerchio si chiuderà”. Questa è la trama riportata sulla copertina del romanzo “Il tessitore del vento”. Una cosa aggiungerei: leggendo il libro ci si accorge che Venezia non è “scenario inerte” ma si integra sentimentalmente con l’anima di Federico Grandi, il protagonista. Venezia entra addirittura in scena come personaggio, con le vesti arabescate e lo scettro di corallo, e racconta la sua storia. Eccone un passo suggestivo:

“La notte, per i campi e per i sottoporteghi deserti è solo il vento dell’Adriatico che alita dietro gli angoli, carico di salsedine. Porta con sé qualche voce. Rumori che provengono dal Lido: grida di croupier attorno ai tavoli del casinò e scrosci di applausi per sdentati Leoni d’oro. Mondanità notturne. Un gondoliere stanco, col naso adunco, accompagna attraverso il silenzio dei canali il fantasma di Gustav Aschenbach. Tra un tuffo e l’altro del remo gli mostra i miei sestieri immersi nel sonno: Castello, San Marco, Cannaregio, San Polo, Dorsoduro, Santa Croce. E poi la Giudecca. Nomi evocatori di altri fantasmi, antichissimi. Aschenbach sorride, il ghigno malaticcio, le guance imbellettate. Ad ogni dondolio della gondola i suoi occhietti febbricitanti frugano qua e là in cerca del piccolo Tadzio. Infine si assopisce sotto la larga tesa del suo panama. È il momento supremo. Le mie fondamenta secolari sprigionano una nebbia leggera leggera, che mi avvolge, e con la tenerezza di una madre che parla al suo bimbo mi sussurra: dormi anche tu, Venezia, dormi. Dorma il flusso dei canali. Dorma la sovrumana potenza del mare. Dorma la stupidità degli uomini e delle loro cose. Dimentica, Venezia, e cerca di essere nel sogno ciò che non sei nella vita”. (Parte Prima, cap. 2)

Romano Augusto Fiocchi “Il tessitore del vento” Neftasia Editore pagine 336 - Euro 18,00

[ Pubblicato il 30 ottobre 2007 ]

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