myvenice.org - la cittadinanza virtuale di Venezia
Paesaggi letterari
Una mostra d’arte contemporanea a Mirano fino al 16 dicembre presso PaRDeS

E’ la letteratura a raccontarsi attraverso le opere esposte da PaRDeS, laboratorio di ricerca d’arte contemporanea che il 21 ottobre ha inaugurato nella propria sede di Mirano (Ve) la mostra “Paesaggi letterari”, visitabile fino al 16 dicembre 2007. Un progetto composito ed interessante progettato e curato da Maria Teresa Trevisan, il coordinamento grafico e gli allestimenti sono di Tobia Ravà, con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, del Comune di Venezia e della Fondazione Bevilacqua La Masa.

Il rapporto tra arte figurativa e letteratura, consolidato nella storia e presente nel linguaggio artistico fino al Novecento, sembra essere scomparso dal panorama espressivo contemporaneo, così come la celebrazione paesaggistica, soprattutto veneta, che dal Rinascimento in poi ha saputo raccontare e portare nel mondo, luoghi ed atmosfere del territorio. In questo vuoto si colloca la ricerca che accomuna i ventisette artisti che espongono da PaRDeS, restituendo al visitatore un vivace dialogo perduto nel tempo, una sorta di conversazione virtuale tra artista e scrittore, tra materia e parola. Il ruolo alchemico della sperimentazione artistica si rende qui manifesto e l’astrazione del pensiero poetico si intreccia in un legame indissolubile alla materialità del opera d’arte.

E’ il libro dell’Apocalisse (21-1) ad ispirare Maria Pia Fanna Ronconi che in un grande libro inchiodato e semimuto invita ad un rinnovamento possibile: “Allora io vidi un nuovo cielo e una nuova terra”. In una favola cerca invece inspirazione Maria Lai, con i suoi libri di stoffa. Franco Del Zotto Odorico incanta con le sue Ri- flessioni dove lettere metalliche si accalcano in una vasca d’acciaio piena d’acqua, invitando il visitatore che si ri-specchia ad una ri-composizione della conoscenza, messa di fronte a parole chiave di Martin Heiddegger o a frasi poetiche di Alda Merini e Giorgio Caproni. 3476 Battute verticali in metallo, sempre dello stesso artista propongono parole che spaziano da Aristotele a Garcia Lorca e che attraggono lo sguardo del pubblico con la potenza di una calamita.

Cristina Gori centra l’attenzione sulla forza del libro come espressione di relazione tra naturale ed artificiale, Anna Cassarino propone un’interessante performance sotto al suo “Giovane albero della Conoscenza”, Rosanna Lancia afferma la dialettica vita morte e il valore salvifico della poesia.

Un vecchio comodino in stile con l’anta aperta è la geniale installazione che Alessandro Cardinale crea per le parole del libro di Tiziano Scarpa, rendendo vivida e quasi tangibile la scena: “…non ho mai scambiato uno sguardo del genere, dentro c’era una vergogna totale e reciproca, ma anche una specie di azzeramento del tutto”.

Quattro scuri di una casa veneta, acquisiscono una materialità poetica che ben rimanda al paesaggio della campagna e della vita contadina nell’opera di Francoise Calcagno, lo stesso paesaggio che evoca l’opera di Graziella Da Gioz, legata alle poesie di Andrea Zanzotto. Bice Lazzari, Cloti Ricciardi e Giosetta Fioroni, Sara Campesan, Pino Guzzonato, Aldo Pallaro, Renata Galiazzo & Silvio Da Campo, veicolano attraverso interessanti esperienze artistiche l’attenzione del visitatore al valore-natura, riuscendo a levare un corale appello alla tutela, al rispetto e alla salvaguardia del territorio.

Gianna Moise si spinge addirittura a proteggere in un involucro di plexiglas la perfezione del paesaggio, quasi a volerlo strenuamente difendere da qualsiasi possibile contaminazione materiale, favorendo invece la contaminazione poetica in cui la levità delle parole di Andrea Zanzotto si concretizza nell’ordine dei corsi d’acqua, delle coltivazioni e della vegetazione.

La donna-diavolo, protagonista del libro di Ferdinando Camon ispira l’opera di Antonio Concolato e Sirio Luginbühl, che raccontano storie di magia, esorcismo e fattucchiere nella campagna veneta, realizzando con tecnica mista un altarino simbolico, ricco di rimandi e simboli. Mario Rigoni Stern rappresenta un pilastro di riferimento per molti artisti, uno scrittore la cui memoria è strettamente legata al Veneto e il cui sguardo sa essere umile di fronte alla potenza della natura, da questi sentimenti trae ispirazione l’innovativo confronto in cui si cimenta Maria Pia Michielon, con il suo Poeticamente abita l’uomo, una installazione che affianca la riproduzione di un particolare della “Fuga d’Egitto” di Jacopo Bassano (1537) ad una stampa digitale che narra una fuga rinnovata, moderna.

Il rapporto di empatia tra artista e scrittore raggiunge espressioni particolarmente toccanti in Tobia Ravà che dedica a Goffredo Parise I valori dell’anima; il linguaggio cifrato tipico dell’artista, narra l’episodio di un furto di lapidi ebraiche, scoperto fortuitamente durante il lavoro di catalogazione di materiali lapidei affidato anni or sono da Tobià Ravà, Gadi Luzzato Voghera e Paolo Navarro. Le lapidi, trasportate dal padovano al vicentino, furono impropriamente collocate sul muro esterno della casa dello scrittore, il quale racconta i particolari del ritrovamento in “Veneto barbaro di muschi e nebbie”. I ritratti di Goffredo Parise e Giovanni Comisso del trevigiano Paolo Del Giudice offrono un’immagine familiare con tratti d’intimità, i due scrittori paiono condividere con l’artista una antica memoria comune, legata al territorio e alla sua storia. Giovanni Comisso è vivo anche nell’opera di Olimpia Biasi. Edoardo Sanguineti si legge attraverso la rana spiaccicata sull’asfalto di Carol Rama, che nel suo Idillio simulato utilizza una vecchia pagina di un libro d’artiglieria, che funge da detonatore di sensazioni. Dino Buzzati sembra condividere il racconto artistico di Giovanni Bettolo, li accomuna il paesaggio dell’infanzia e le montagne bellunesi con la loro forza ispiratrice. La poesia cromatica di Diego Valeri diventa colore tangibile; i blu e i rossi di Doris Harpers in “Ottobre di Venezia” conducono in una passeggiata autunnale tra calli e canali nel magico mondo dell’arte.

L’affluenza all’inaugurazione è stata sorprendente, la brillante atmosfera e la capacità di penetrazione nel territorio inusitata; il vivacissimo via vai che ha contraddistinto quel giorno, rappresenta un risultano stupefacente per un laboratorio di ricerca d’arte contemporanea; ciò dimostra come PaRDeS sappia raggiungere efficacemente la realtà locale, veicolando interessi, stimolando e proponendo sempre nuove iniziative. In questa ottica attendiamo gli incontri letterari con scrittori veneti contemporanei già in programmazione che si svolgeranno tra novembre e dicembre con il seguente calendario: Lunedì 19 novembre Romolo Bulgaro e Marco Franzoso, ore 21, presso PaRDeS, introduce Giuseppe Bovo. Martedì 27 novembre Ferdinando Camon, ore 21, presso la sala conferenze della Barchessa di Villa Errera, Via Bastia Fuori, Mirano. Introducono Giuseppe Bovo e Sirio Luginbühl. Martedì 11 dicembre Antonia Arslan, ore 21, presso PaRDeS. Introducono Giuseppe Bovo e Sirio Luginbühl.

[ Pubblicato il 30 ottobre 2007 ]

Sito realizzato con SPIP da HCE web design
Logo e grafica hstudio
Fondazione Venezia 2000