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Se la cultura è troppa
Presentato al Centro Culturale Candiani il Terzo Rapporto sulla Produzione Culturale a Venezia

Le terre veneziane hanno sempre prodotto cultura sia nella città capitale nata e cresciuta sull’acqua, ma anche con forte intensità negli insediamenti di Terraferma: ne è testimonianza immediatamente visibile il patrimonio culturale che ci è stato tramandato con forte accentramento nel Centro Storico, ma percepibile anche in una area territoriale assai più vasta. Oggi la situazione è pericolosamente diversa. La produzione culturale veneziana è in grave declino: se si cerca di individuare quanto viene prodotto in campo culturale, si trova un inventario di nuovi “prodotti” molto limitato. Se invece si misura il consumo (più elegantemente la fruizione) di cultura le cifre sono imponenti. Per spiegare sinteticamente il concetto si può dire che qui i pittori e gli autori di musica o letteratura sono pochi, ma gli accessi ai musei, alle mostre, ai concerti e ai teatri sono elevatissimi. Dunque vi è un problema di produzione della cultura, che è cosa diversa dalla produzione della fruizione culturale.

Il primo tema è di grande importanza per il futuro ed è e dovrà essere messo urgentemente all’ordine del giorno dei soggetti che vi operano, a cominciare dalle università, per ricostituire un clima che lo possa favorire. Il tema della fruizione invece ha oggi un grande ( e meritato) successo ma è rivolto al passato e misura più un archivio che un progetto, anche se proprio in questo settore selettività e peculiarità delle iniziative e cultura del presente possono costituire un ponte verso la nuova produzione.

Viene presentata oggi dalla Fondazione di Venezia una importante rassegna di quanto in questo campo e nei nostri territori è avvenuto nel 2005: le relazioni consentiranno di apprezzare lo sforzo e la metodologia el lavoro, che copre gli ultimi quattro anni e si avvale di quella fondamentale fonte informativa voluta dalla fondazione che si trova nella rete all’indirizzo AgendaVenezia

I dati sono impressionanti 13.600 giornate di eventi in un anno, cioè ogni giorno in media 37 attività culturali in atto nella provincia di Venezia; una persona che ogni giorno volesse frequentarle tutte nelle sue 12 ore di vita attiva, avrebbe per ognuna meno di 20 minuti a disposizione. Al di là dei paradossi, la produzione di fruizione culturale è davvero importante e naturalmente risente della presenza del centro storico, dove gli eventi in un anno sono stati ben 1674, cioè in media quasi 5 eventi nuovi ogni giorno, allestiti da circa 100 enti, i principali dei quali sono stati Comune e Università di Cà Foscari, in ragione media di 50 eventi in contemporanea nei mesi di luglio che salgono a 60 in settembre e ottobre. Anche la Terraferma produce momenti di fruizione importanti soprattutto nel mondo del teatro dove Arteven (56 eventi in un anno) si affiancano il teatro dei pazzi di San Donà, Echidna di Dolo, la Villa dei Leoni di Mira e l’APT di Jesolo. Infine va rilevato che il Candiani di Mestre è in cima alla classifica dei luoghi di fruizione con 142 eventi.

Perché dunque questa aria di fallimento che ne circonda le attività? Probabilmente quel luogo di cultura, pur produttivo, non è riuscito a “bucare” l’interesse culturale dei fruitori: non basta fare, bisogna fare bene. Ma questo è un interrogativo generale per tutti i 1600 eventi censiti e ci riporta alla questione iniziale. Il vero passo progettuale ancora da verificare è la qualità nella quale l’indagine non si è ancora inoltrata, ma verso la quale va costruita un’alleanza degli operatori privati e pubblici, finora timorosi del contatto reciproco e genericamente attivi ognuno per se.

[ Pubblicato il 11 luglio 2006 ]

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