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Venezia metropoli
La competitività della città regione di Venezia

L’Expo 2010, che ha appena chiuso a Shanghai con settantatre milioni di visitatori (cinesi, per lo più), portava come motto “better cities, better life”, esaltando il ruolo urbano per una esistenza migliore: la città di Venezia, nel suo padiglione, ha presentato un’immagine assai apprezzata e coerente con quel titolo, recuperando lì una esperienza che varrà la pena di sedimentare anche qui, nelle prossime scadenze del 2015 e del 2019. Dall’inizio degli anni duemila l’OECD, la più importante organizzazione economica internazionale nella quale risiedono i 32 maggiori stati industrializzati, ha dedicato allo sviluppo delle principali metropoli nel mondo un filone di ricerca e di proposta molto rinforzato e diffuso attraverso una apposita collana editoriale di studi intitolata Territorial Reviews che ha raccolto finora una ventina di analisi su città in sviluppo, non necessariamente enormi, le ultime delle quali dedicate a Copenhagen (2009) e Toronto (2010) e ora sta per comparire quella su Venezia Metropoli. L’Accademia Cinese per le Scienze Sociali (la ben nota CASS) ha reso pubblico in estate un indice della competitività delle principali 500 città nel mondo, fra le quali compare pure Venezia.

In conclusione il tema urbano è visto come essenziale anche per l’uscita dalla crisi e in questo senso è assai condiviso: in esso Venezia ha un ruolo recente ben visibile, che trascende molti dati locali che possono apparire in questo momento problematici. Questa evidenza ha fatto da sfondo all’edizione appena terminata della manifestazione Urbanpromo, che si tiene dal 2006 a Venezia, dedicata agli aspetti urbanistici del nostro paese e alle loro prospettive tecniche e giuridiche. In quell’ambito è stato presentato l’inedito Rapporto dell’OECD su Venezia, vista come un’estesa metropoli. Il lavoro, finora pubblicato solo in lingua inglese, ma del quale è prossima l’uscita per la Marsilio Editori della traduzione italiana, è stato redatto da una equipe internazionale di ricercatori con la collaborazione di uno staff italiano e illustra quello che tutti più o meno avvertiamo come semplice fatto esperienziale: esiste un agglomerato urbano, definito non dai confini amministrativi ma dalla sostanza della vita quotidiana, che si estende in un territorio che non solo deborda dalla provincia di Venezia, ma che costituisce una vera e propria rete di relazioni urbane fra punti collegati fra loro e capaci di costituire una unica città di dimensioni metropolitane, percorsa quotidianamente da flussi consistenti di persone e di cose.

Questa città - che il Rapporto chiama Venezia, in omaggio alla storia, alla fama, alla funzione di capoluogo amministrativo e di capitale mondiale in campo culturale, ma che non ha ancora un nome proprio e forse non lo avrà mai, privilegiando la qualifica metropolitana rispetto alle sigle in antico circolate - in effetti si estende e viene coinvolta anche nelle aree, anch’esse maggiori dei confini comunali, che circondano le città di Padova, Treviso e la terraferma veneziana di Mestre. Il tessuto connettivo di questo spazio composito è a sua volta costituito da centri urbani di taglia non esigua, interconnessi a determinare un’unica piattaforma urbana, la cui demarcazione è sempre mutevole poiché l’OECD la presenta come viene disegnata dalle migliaia di spostamenti quotidiani (casa-lavoro, casa-scuola, lavoro-lavoro, ecc…) che hanno origine e destinazione nell’area e che vengono compiuti dalla maggioranza delle persone per la maggior parte dei giorni dell’anno. Il Rapporto estende le analisi all’intero territorio provinciale delle tre città, pur segnalando che la definizione geografica è troppo sommaria e dovrebbe essere rifilata ai margini, inglobando invece spezzoni della provincia di Pordenone (quindi anche fuori regione) con una modesta ulteriore estensione nell’area di Adria, nella provincia di Rovigo.

Dunque una città di un paio di milioni di abitanti, ancora poco gerarchizzata nelle funzioni, ma molto percorsa dai suoi abitanti. Una città che non sfigura nel “data base” delle 78 città metropolitane censite dall’OECD poiché talvolta sta sotto la media, ma sovente anche sopra. Una città della quale sentiremo presto parlare, perché è ormai evidente nei fatti.

[ Data di pubblicazione: 12 novembre 2010 ]

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