Venezia Capitale è insieme una realtà e una suggestione, perché rimanda contemporaneamente a dinamiche territoriali, sociali ed economiche già esistenti ed in continua evoluzione e ad un progetto di futuro affascinante e ambizioso che per molti aspetti deve essere ancora definito.
Venezia Capitale è il tentativo di superare le forti resistenze che legano l’immagine della città lagunare al suo passato per arrivare a definire un nuovo protagonismo di Venezia a livello internazionale.
Questi importanti obiettivi possono essere perseguiti in vario modo, ma Venezia sembra intenzionata ad intraprendere la strada dei grandi eventi, delle grandi vetrine internazionali.
È in questa direzione, che possono essere lette: la partecipazione di Venezia all’Expo di Shanghai del 2010, all’Expo di Milano del 2015 e le candidature di Venezia a Capitale europea della cultura per il 2019 e alle Olimpiadi del 2020.
Venezia Capitale è, quindi, un progetto di largo respiro e di lungo periodo che vuole confrontarsi con la dimensione internazionale a partire dal coinvolgimento delle tante risorse e potenzialità presenti sul territorio metropolitano e regionale.
Più volte si è detto che in un’area metropolitana, soprattutto quando questa non corrisponde all’hinterland di una grande città, ma ad una realtà territoriale diffusa e policentrica, come nel caso di Venezia, la “dimensione” metropolitana è data principalmente dalla densità delle relazioni sociali ed economiche che esistono tra città, più che dalla contiguità e dalla dimensione demografica dei territori.
Se nel primo caso esiste una città “dominante” che determina l’organizzazione e il funzionamento di un’area metropolitana, nel secondo caso, in un’area metropolitana a struttura policentrica, la gerarchia tra città e funzioni non è così scontata e risulta più problematica la lettura e il governo dei fenomeni che in esse si verificano.
In questo secondo caso, quindi, è quanto mai difficile definire il territorio dell’area metropolitana, stabilire politiche di integrazione tra risorse, tra operatori sociali ed economici, e quindi realizzare un’adeguata attività di pianificazione e programmazione.
La realizzazione di un evento internazionale a Venezia può essere, allora, anche una importante occasione per costruire un progetto organico di metropoli, sia dal punto di vista fisico che funzionale, attraverso la partecipazione di soggetti pubblici e privati che oggi faticano a prevedere obiettivi comuni intorno a cui fare sistema.
Le considerazioni fin qui svolte sulla ricerca di una nuova dimensione internazionale di Venezia e sulla definizione e realizzazione del progetto metropolitano, rappresentano sicuramente alcune delle ragioni che hanno mosso i sindaci dei tre comuni capoluogo dell’area metropolitana (Venezia, Padova, Treviso), il presidente della Regione Veneto e il presidente di Confindustria, a costituire il Comitato per la candidatura di Venezia alle Olimpiadi del 2020.
La presentazione della candidatura di Venezia avvenuta nei primi giorni di ottobre, all’indomani della proclamazione di Rio de Janeiro come sede delle Olimpiadi del 2016, ha provocato immediatamente le reazioni di Roma che dava per scontata una corsa solitaria verso la candidatura alle Olimpiadi del 2020.
I vertici del CONI, che dovranno formalizzare la candidatura di una delle due città italiane entro la primavera del 2010, si sono subito dimostrati scettici rispetto alla discesa in campo della città lagunare, muovendo obiezioni sulla attuale carenza di impianti sportivi in grado di ospitare le diverse discipline olimpiche.
Nonostante queste iniziali riluttanze del CONI, il Comitato per Venezia 2020, presieduto dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, rimane comunque determinato a portare avanti la candidatura di Venezia e presenterà nei prossimi giorni il Masterplan dove risulteranno più chiare le scelte localizzative degli impianti sportivi e delle strutture di supporto, così come quelle più strettamente organizzative ed operative.
Anche se non sono stati ancora resi noti i dettagli del progetto, si può dare per assodato il coinvolgimento delle città del Veneto per quanto riguarda la localizzazione di impianti sportivi e dei relativi servizi.
Per la città di Venezia, le Olimpiadi potrebbero dare un grande contributo alla trasformazione dell’area di Tessera, dove è già prevista la realizzazione del nuovo stadio con aree verdi attrezzate e servizi e alla riconversione dell’area di Porto Marghera dove si stanno valutando alcune ipotesi localizzative, tra cui il villaggio olimpico, il palazzetto dello sport e il Mediacenter per ospitare stampa e televisioni.
In attesa della presentazione pubblica del Masterplan, il Comitato ha già attivato il sito internet www.venezia2020.it dove è possibile ottenere alcune informazioni generali sul progetto di candidatura di Venezia e sulle strutture organizzative responsabili della sua attuazione.