myvenice.org - la cittadinanza virtuale di Venezia
Un nuovo spazio per la creatività e la cultura a Venezia
Ultimati i lavori di recupero della Torre di Porta Nuova all’Arsenale

Si è concluso da pochi giorni l’intervento di recupero della Torre di Porta Nuova all’Arsenale realizzato su progetto degli architetti Traudy Pelzel e Francesco Magnani e finanziato dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Venezia e dalla Regione Veneto. In occasione della fine dei lavori, lo scorso 8 aprile si è tenuta una conferenza stampa, a cui hanno partecipato tra gli altri, il sindaco di Venezia, il direttore dell’Agenzia del Demanio e i due architetti progettisti che nel 2006 si sono aggiudicati il concorso di progettazione promosso da Arsenale di Venezia Spa.

La Torre di Porta Nuova viene costruita nell’ambito delle operazioni di rilancio dell’Arsenale, su iniziativa del secondo dominio francese, nel periodo 1809-1814.

Tra queste opere si realizza l’apertura di un nuovo varco, denominato "Porta Nuova", nel muro di cinta orientale dell’Arsenale, affiancato dalla costruzione della omonima Torre. L’imponente struttura muraria alta circa 35 m fu progettata con la funzione di "macchina per alberare" le grandi imbarcazioni.

Negli ultimi anni, prima dei lavori di recupero, lo stato di abbandono e di degrado delle strutture della Torre è stato tale da non permetterne per molto tempo la visitabilità per ragioni di sicurezza.

Il progetto di recupero ha voluto coniugare la conservazione e valorizzazione dell’edificio storico con le nuove funzioni di spazio espositivo e centro culturale, attraverso la conservazione della tipologia originaria, ovvero del grande vuoto verticale interno e l’inserimento di nuove strutture indipendenti da quelle storiche. L’edificio si presenta tripartito al suo interno: un vano centrale distribuisce ad una porzione occidentale di forma rettangolare e stretta e ad una porzione orientale a pianta trapezoidale. Lo spazio interno trova ricomposizione solo al livello secondo, quota +8,57, attraverso due grandi archi ogivali posti sui muri di spina. Il progetto proposto, riconosce nella continuità verticale dello spazio interno e nell’unitarietà spaziale che si genera a quota +8,57, le caratteristiche tipologiche, formali e strutturali che intende sottolineare, valorizzare ed interpretare con un insieme strutturato di opere e con la razionalizzazione dei principali sistemi di risalita. A tale scopo vengono fissati alcuni principi: le nuove strutture per i servizi accessori, le dotazioni impiantistiche e i sistemi di risalita sono sempre volumetricamente indipendenti alle strutture murarie esistenti, per valorizzare la percezione visiva dell’unitarietà dell’edificio; i nuovi materiali impiegati, inoltre, (cemento a faccia vista, pannelli di fibrocemento a pavimento, lastre di acciaio cor-ten cerato) dialogano sempre per contrasto di trama e campitura con quelli preesistenti.

La Torre diventerà un centro di produzione sui temi della ricerca scientifica, storica e culturale riguardanti l’Arsenale. Sarà inoltre una "vetrina" e un punto informativo delle attività che prendono vita all’interno dell’Arsenale e sono alimentate dai soggetti presenti nell’area. Lo spazio espositivo sarà messo a disposizione degli artisti che potranno confrontarsi con l’eccezionale struttura della Torre.

La Torre è luogo di realizzazione dell’Azione Pilota del Progetto Europeo Second Chance, di cui Arsenale di Venezia spa e Comune di Venezia sono partners insieme ad altri otto enti pubblici e privati. Il Progetto Second Chance è iniziato a Gennaio 2010 e terminerà a Giugno 2013; è stato approvato nell’ambito del Programma Europeo Central Europe 2007-2013 ed è finalizzato alla rivitalizzazione di siti industriali dismessi tramite la loro trasformazione in spazi culturali e creativi: oltre a Venezia, sono coinvolte Lipsia, Norimberga, Cracovia e Lubiana.

L’Arsenale di Venezia rientra in modo “storico” nella categoria delle aree industriali dismesse, ma i processi che hanno investito l’area nel corso della seconda metà del ‘900 ne fanno un caso per certi versi analogo e per certi altri assolutamente originale tra le grandi aree industriali dismesse dell’Europa centrale: chiusura delle attività insediate e abbandono delle infrastrutture, nuove e frammentarie utilizzazioni in forma marginale in alcuni casi e innovativa nell’uso e nelle funzioni produttive in altri, nuove utilizzazioni degli spazi “estranee” alle funzioni per cui gli edifici e le infrastrutture erano state realizzate (biennale e usi culturali).

Da tempo la città, gli operatori, ma anche il mondo internazionale guarda con attenzione al destino dell’Arsenale di Venezia. Il Comune ha svolto il suo compito portando a termine le grandi scelte contenute nella “prefigurazione urbanistica” (piani generali e attuativi) necessaria per attivare i processi di rinnovo e rivitalizzazione urbana. Contemporaneamente, grazie al PRUSST (Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio) è stata attivata una pratica di confronto e consultazione pubblico privato per valutare le modalità operative di intervento.

Ora, attraverso Second Chance, prosegue il grande intervento di recupero dell’Arsenale attraverso azioni di rivitalizzazione legate in modo specifico al settore artistico e culturale, esplorando anche la possibilità di creare partenariati a livello locale con investitori privati.

Il progetto ha carattere innovativo in quanto, in tutti i siti selezionati, l’arte e la cultura vengono utilizzate come catalizzatori urbani per la valorizzazione delle varie aree dismesse, riconoscendo a questi due settori la capacità di promuovere l’insediamento di nuove attività economiche ed un utilizzo da parte della cittadinanza e delle varie associazioni che animano la vita sociale della città.

[ Data di pubblicazione: 26 aprile 2011 ]

Sito realizzato con SPIP da HCE web design
Logo e grafica hstudio
Fondazione Venezia 2000