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Un documentario dedicato a Wagner
Nel 2013 vedrà la luce Wagner, Venezia e la sinfonia ritrovata, un documentario sul Genio di Lipsia firmato da Gianni Di Capua. Intervista con l’autore, che illustra il progetto e i suoi contenuti.

Il documentario s’inserisce nel contesto delle celebrazioni wagneriane del 2013, in occasione del bicentenario della nascita del grande compositore tedesco. L’episodio al centro del documentario, poco noto nei suoi particolari, si svolge in un arco spazio-temporale circoscritto al dicembre del 1882, e ricostruisce l’esecuzione veneziana della Sinfonia in Do, un lavoro giovanile dato per perduto. La partitura era stata ritrovata in una cassa di una soffitta di Dresda qualche tempo prima e fatta recapitare a Raffaele Frontali, un giovane insegnante di violino del «Benedetto Marcello», nonché apprezzato concertista. Daniela Von Bulow, figliastra di Wagner, si era rivolta al giovane insegnante per conto di Wagner con una nota, chiedendogli di editare le parti strumentali della partitura in vista di una sua eventuale esecuzione. Wagner, infatti, desiderava riascoltare la sinfonia in occasione del compleanno della moglie, facendola eseguire a Cà Vendramin da un’orchestra fatta appositamente giungere a Venezia dall’esterno, poiché era convinzione del compositore tedesco che in laguna non esistessero strumentisti in grado di eseguire la sua musica. La nota indirizzata a Frontali dalla Von Bulow costituisce l’Inciting Incident della nostra storia, da cui prendono azione gli eventi che culmineranno con l’esecuzione della Sinfonia da parte degli allievi del «Benedetto Marcello», diretti dallo stesso compositore nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice la sera di Natale del 1882, poche settimane prima dalla sua morte. Cosa fece cambiare idea a Wagner rispetto al severo giudizio espresso nei confronti dei musicisti veneziani? Quali sono le circostanze che lo portarono a rivolgersi al Liceo Musicale e ad acconsentire a dirigere un’orchestra formata dagli allievi? Infine, perché voler riascoltare quella sinfonia ritrovata? Sono domande a cui tenteremo di dare una risposta sulla base dei documenti d’archivio e di contributi diversi. Il film, insomma, intende cogliere nel rapporto esclusivo creatosi tra Wagner e Venezia – la città che ha più amato soggiornandovi a più riprese nel corso della sua vita e nella quale morì il 13 febbraio del 1883 – l’intuizione di una poetica musicale, evidenziandone la costante e affascinante capacità di porsi a verifica del contemporaneo, alla stregua di un’«opera aperta» sempre in dialogo con il presente.

Quali sono le realtà culturali coinvolte, e quali gli obiettivi del progetto? Il documentario nasce essenzialmente come un progetto d’impresa a tutti gli effetti, volto a porre a sistema professionalità, competenza e merito in un settore come quello dell’industria culturale che nella nostra Regione vanta eccellenti professionalità. Nel progetto, infatti, sono coinvolte due società di produzione cinematografica con sede a Venezia e operanti da tempo nel settore; la Kublai Film, tra l’altro fornitrice ufficiale della BBC, e la Tunastudio, società cooperativa di giovani professionisti recentemente costituitasi. Il film conta sulla preziosa collaborazione dell’Associazione Richard Wagner Venezia, del Conservatorio «Benedetto Marcello» e del Teatro La Fenice. La produzione si avvale dell’altrettanto prezioso partnerariato della Fondazione di Venezia. L’obiettivo della produzione non è solo quello di realizzare un documentario destinato al mercato televisivo internazionale in vista del bicentenario della nascita di Wagner, ma anche quello di elaborare dei prodotti specifici destinati alle nuove piattaforme multimediali. I contenuti, frutto di una lunga ricerca di archivio, saranno cioè declinati secondo specifici registri narrativi nei diversi «device», in cui sia predominante il carattere interattivo del web 3.0. Entrando nello specifico, assieme alla Kublai film, assegnataria dell’importante Bando Imprese Creative per il 2011 promosso dalla Camera di Commercio di Venezia, metteremo a punto nei primi mesi del 2012 un’applicazione per Android e Apple e sempre entro l’anno, assieme a Tunastudio ed altri partner tecnici, metteremo a punto un webdocumentario che – a differenza della narrazione lineare del documentario tradizionale, dove la destinazione della storia è pre-determinato dall’autore-regista –si caratterizza per l’integrazione di attività multimediali (foto, testo, audio, animazione, grafico progettazione, ecc.) e l’obbligo da parte dello spettatore di interagire con la nostra storia. La realizzazione del webdocumentario costituirà per noi la reale sfida, in termini di innovazione del linguaggio multimediale nella trasmissione della conoscenza. Un’esperienza che ci aguriamo di poter condividere con i nostri partner e metterla quindi a disposizione di una didattica storica musicale a tecnologia evoluta.

Articolo da VeneziaMusica e dintorni n. 44 gennaio/febbraio 2012

[ Data di pubblicazione: 23 gennaio 2012 ]

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