![]() ![]() Rosalba Carriera
Una mostra dedicata alla pittrice veneziana a Palazzo Cini fino al 28 ottobre
Omaggiata, osannata, vezzeggiata in tutte le corti d’Europa. Rosalba detta mode e gusto nell’affollato universo pittorico settecentesco, il suo successo è precoce e internazionale: “non c’è straniero di rango, inglese francese o tedesco che, di passaggio a Venezia non ambisca farsi ritrarre da Rosalba, o non acquisti qualche sua miniatura” scrive lo storico dell’arte Adriano Mariuz. Detentrice di una tecnica che porterà ad estreme conseguenze di raffinatezza, il pastello, Rosalba eccelle nel versante della ritrattistica. Una mostra la celebra, a Palazzo Cini a San Vio (vicino alla piccola casa a fianco della Guggenheim dove visse con la famiglia fino alla fine). A cura di Giuseppe Pavanello “Rosalba Carriera prima pittrice de l’Europa” (dal 1 settembre al 28 ottobre) così la apostrofa in una lettera del 1705 l’inglese Christian Cole, uno fra i primi ad intuirne la genialità. Cinquanta ritratti provenienti da musei e collezioni private, alcuni esposti per la prima volta. Il primo autoritratto un pastello su carta, nel vestibolo del piano nobile, svela Rosalba nell’attitudine “programmatica” di rifinire un piccolo ritratto del volto della sorella Giovanna, poetessa e pittrice, sua aiutante insieme alla sorella minore Angela. Il volto di Rosalba, chiaro e deciso, gli occhi buoni ed aperti concede molto poco alla femminilità. Ingentilisce un po’ la rosa Alba appuntata ai boccoli argentei. Tantissimi saranno gli autoritratti in cui Rosalba informa di ogni minimo mutare nei lineamenti e nell’espressione. Celeberrimo e tragico l’ultimo, quasi sommersa da cecità. Dalla famiglia d’origine trae i primi insegnamenti, appuntati con precisione nelle sue Memorie del 1775: il padre “era molto inclinato al disegnare” e Rosalba, a quattordici anni, prende la penna e comincia a disegnare: “anche la madre e le due sorelle sono intendenti di Pittura, tuttoché di rado l’abbiano esercitata”. Giambattista Recanati Zucconi, patrizio e amico di famiglia in una missiva alla famiglia Carriera augura ad Alba di avere “perfetta salute, abbondante cioccolata, facilità di ritrovare moneta, libri curiosi da divorare- e, per dipingere-buone pastelle, cassette pronte, cristalli tersi…”. Nell’arte del pastello, si diceva, Rosalba non ha eguali. Compila addirittura una rara raccolta dei segreti per i colori, contenuta nelle sue Memorie e uscita di recente per i tipi Abscondita; dalla “maniera per fare alcuni inchiostri” Rosalba spazia alle “gradazioni di colori di carne” di cui danno variegata testimonianza gli incarnati palpabili dei suoi ritratti: “la carnagione tenera si fa macinando una piccola punta di cinabro nella biacca. La tinta di carnagioni di donne, e di bambini, si ottiene con un ottavo di giallolino” e di seguito minuziosi dosaggi per ottenere occhi azzurri o bruni, capelli “castagni”, uve nere o bianche, tronchi d’albero, cielo fermo, alberi in lontananza, orizzonte. L’ evento centrale della sua vita sarà il rapido soggiorno a Parigi del 1720, ospite del munifico banchiere Crozat, già protettore di Watteau del quale gli commissiona subito un ritratto. Questo con il pittore ancien régime sarà un vero incontro che si tramuta ben presto in amicizia. È un trionfo conclamato. Tutti accorrono ad omaggiarla e fanno a gara per essere ritratti (secondo il suo Diario sono una cinquantina quelli fatti a Parigi). Anche nell’arte della miniatura Rosalba non è da ultima. Ce ne sono alcune strepitose in mostra. Restaurate con molta cura. Microcosmi vaporosi dove tutto è definito nel dettaglio e sembra esalare. Verso la fine della sua vita Rosalba verrà afflitta da cecità, non per questo i suoi tratti svigoriscono o perdono di brillantezza, anzi acquista in profondità e senso del cupo. Le ultime notizie che la riguardano risalgono all’agosto1749. Sappiamo che, grazie ad un’operazione, l’artista settantenne ha recuperato la vista. [ Data di pubblicazione: 12 settembre 2007 ]
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