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Riflessione e… taxi
Capolavori del cinema tra esistenza e vita metropolitana
Dopo un febbraio dedicato alla commedia brillante con George Cukor, i fratelli Coen e Luca Lucini, la rassegna dell’associazione Cinit Frari a Venezia continua con un marzo all’insegna di temi intimisti riguardanti l’uomo e la condizione umana. Temi con cui l’individuo, soprattutto oggigiorno, sente il bisogno di confrontarsi per capire profondamente cosa sta vivendo e la direzione lungo cui si sta incamminando. Da lunedì 27 marzo, quindi, fino al 6 aprile saranno proiettati film inerenti al tema: Tra Sacro e Profano. Riflessioni sull’esistenza tra dramma e speranza. Ad iniziare la rassegna, lunedì 27 marzo, sarà Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera del grande Kim Ki-duk (2003) in cui, complici i colori del cielo e della natura, un bambino che vive in un eremo su un’isola sperduta tra le vallate della Corea con il proprio maestro, diventa adulto imparando a distinguere tra il bene e il male che segna la vita di ognuno; giovedì 30 marzo sarà la volta de Il giardino delle vergini suicide, film d’esordio di Sofia Coppola (1999), figlia d’arte, che si cimenta nel difficile ritratto, niente affatto consolatorio, dell’adolescenza, in cui ossessione, purezza cattolica, sensualità pagana, desiderio, amore e morte s’intrecciano, resi meno crudeli solamente dall’utilizzo del tono onirico; lunedì 3 aprile, di scena The Village di M. Night Shyamalan (2004), paradigma di tutte le paure: il bosco e la sua carica evocativa sono i veri protagonisti, un film con il quale si cerca di fornire una spiegazione alla necessità dell’uomo di isolarsi per la propria incolumità; per finire questo primo ciclo, giovedì 6 aprile, Cuore Sacro di Ferzan Ozpetek (2005), in cui il regista porta sul grande schermo la storia di una donna che dopo anni di vigliaccherie e scelte immorali in nome del dio denaro, riesce finalmente a liberare la sua anima da pesanti fardelli, scoprendo la sua vera natura, insieme al significato di altruismo e carità. Maratona non stop sabato 18 marzo per chi volesse Tutto in una notte… in TAXI. Il taxi come metafora della condizione dell’uomo moderno nella metropoli: alle ore 20 Taxi Driver di Martin Scorsese (1976) e alle ore 22 Taxi, un encuentro di Gabriela David (2001); a partire dalla mezzanotte i film saranno proiettati sulla volta: sarà quindi fornito un materassino mentre per la copertina e il cuscino ognuno è pregato di portarlo da casa per meglio gustare alle ore 24 Collateral di Michel Mann (2004) e alle ore 2 Taxisti di notte di Jim Jarmusch (1991).
[ Pubblicato il 24 marzo 2006 ]

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