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"Olimpia" ultima creazione di Matteo lo Greco
Scultura errante - Anima della leggerezza

Il progetto artistico de La scultura errante, arrivata ormai alla sua IV edizione, é nato da una riflessione sul senso delle considerazioni di Italo Calvino, sulla leggerezza, da egli considerata un valore intrinseco dell’opera d’arte, il riflesso di un modo di vedere il mondo.
La scultura logrechiana alletta lo sguardo, lo obbliga ad accarezzare le forme, fa risorgere sensazioni dimenticate, vaganti come le onde frizzanti di schiuma inconsistente ed errante del mare di Sicilia in piena estate, davanti al quale l’artista immagina balletti strani di donne di sensuali rotondità.
La materia scultorea trasmette il senso dell’attimo vissuto in uno spazio aoristico (senza spazio e tempo). Essa incita ad assaporare l’emozione che si prova davanti agli esseri che malgrado la massa non indifferente sembrano senza peso. Esseri per i quali anche gli stati d’animo come la malinconia e la gioia sono imponderabili, per i quali la comicità é l’essenza invisibile di un corpo e non una espressione dello stesso.
Cercando di coniugare le sue forme di evanescente sensualità, Lo Greco racconta la speranza dei corpi di vivere il loro attimo di gloria, tenta di conferire una dimensione spaziale in espansione a delle forme umane con imprevedibili potenzialità espressive. Errando tra esseri imprevedibili, l’artista recita un poema dedicato alla vita, al mondo ridotto alla fisicità di un corpo.
La scultura errante é di conseguenza il risultato artistico di un errare continuo dei sensi e dello spirito alla ricerca di forme di fisicità discutibile ma suggestiva, corporea ma nello stesso tempo immaginativa.
Scultura Errante tenta di coinvolgere le capacità espressive, cognitive e immaginative dello spettatore per suggerirgli che nella leggerezza del peso della materia si ritrova l’imponderabile peso del vivere.

Si apre il forum di myvenice riguardo la partecipazione degli artisti italiani alla 51°Esposizione internazionale di Arti Visive.

[ Pubblicato il 24 giugno 2005 ]
  • > "Olimpia" ultima creazione di Matteo lo Greco
    24 giugno 2005

    In città si parla molto della quasi mancata partecipazione degli artisti italiani al Padiglione Italia; i cittadini veneziani e italiani sono, a buon diritto, molto indignati per questo. Come mai nei padiglioni stranieri sono esposte le opere degli artisti appartenenti alle rispettive nazionalità dei singoli padiglioni e invece nel Padiglione Italia mancano le opere degli artisti italiani?? Ha dunque ancora senso che a tale padiglione venga attribuito questo nome, “Italia”? Ma quale Italia?

    Noi artisti veneziani ci siamo già visti sottrarre – a malincuore- negli anni passati, il Padiglione Venezia; che oggi ci venga tolto anche il Padiglione Italia ci sembra davvero troppo.

    Non abbiamo niente contro l’Arte degli altri Paesi, anzi, ci arricchisce, ma bisogna evitare che proprio all’Italia, che costituisce il più grande patrimonio artistico mondiale, venga sottratto il primato dell’arte contemporanea, arte che in Italia abbonda, e di alta qualità per giunta.

    Matteo Lo Greco

    • l’arte parla la lingua del mondo
      28 giugno 2005
      riguardo la questione dei padiglioni nazionali svuotati dall’arte del proprio paese, credo che, oramai, sia utile e naturale eliminare lo stesso concetto di padiglione e arte “nazionale”. siamo in un mondo globalizzato in cui confini e frontiere mutano e perdono il loro significato, non ha alcun senso continuare a sezionare l’arte in paesi d’appartenenza.

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