![]() ![]() Officina Durer
Al Museo Diocesano Chiostro di Sant’Apollonia, fino al 30 giugno
Una donna alata, accovacciata in attitudine pensierosa, circondata da misteriosi oggetti. Lo sguardo tetro e saturnino della Melancolia I; la più celebre e “contagiante” tra le incisioni di Albrecht Durer. Un piccolo foglio densissimo per simbolo e dettaglio. Il titolo iscritto nelle ali di un pippistrello stridente. L’influsso di questa minima porzione di spazio inciso è così potente da riverberaree attraverso i secoli in tutta Europa. Fa parte di un trittico e condensa una precisa visione filosofoca. Nozioni scientifiche, motivi esoterici e una visione dell’agire artistico associata al “furor divino”.Questo capolavoro a bulino eseguito nel 1514, è visibile in mostra al Museo Diocesano Chiostro di Sant’Apollonia “Officina Durer”, fino al 30 giugno, assieme ad altri capolavori e cicli incisori fondamentali del genio di Norimberga. Cresciuto nel fattivo apprendistato della bottega del padre, Durer ben presto trascende le impostazioni della bottega tardomedioevale nordica per entrare in contatto con le teorie artistiche italiane. Si discosta quasi subito dalla pittura per dedicarsi esclusivamente e con successo alle arti grafiche, lo dichiara lui stesso senza mezzi termini:”D’ora in poi mi concentrerò sull’incisione. Se avessi sempre fatto così sarei più ricco di un migliaio di fiorini”. E non era certamente una questione solo materiale. Come incisore e xilografo resta insuperato. Un umanista esigente quale Erasmo da Rotterdam lo elogia con iperboli:” (…) cosa non seppe esprimere coi suoi monocromi, cioè con le sue linee nere! Luce, ombra, splendore, rilievi, profondità…”. Durante la mostra veneziana compaiono esaustivi pannelli di descrizione delle diverse tecniche incisorie. Per due volte Durer sarà a Venezia. A quel tempo esisteva nella Serenissima una confraternita dei mercanti di norimberga, “ramificazione” della compatta colonia tedesca che confluiva nel Fondaco dei Tedeschi che gli commissionò il polittico della “Festa del Rosario”, da collocare nella cappella sinistra della chiesa di San Bartolomeo. Nel 1494 incontra Jacopo de’ Barbari, del quale “trattiene” la padronanza delle proporzioni umane ed animali, soprattutto quella del cavallo. Il duello tra i due fra attribuzioni e concorsi durò a lungo. La critica si è divisa per molto tempo addirittura sull’attribuzione della celeberrima mappa di Venezia del Correr. Certo è che i soggiorni lagunari non furono indifferenti nell’ articolarsi dell’opera del tedesco. Erwin Panofsky nella corposa biografia “La vita e l’opera di Albrecht Durer” (recentemente edita da Abscondita, tradotta da Carlo Basso) dà notizia dei molti “spunti” e stimoli che gli vennero dalla frequentazione veneziana. Basta guardare una qualsiasi delle incisioni per notare la fattura squisita delle figure di animali, una passione che coltivò lungamente e con meticolosità. A Venezia si concentrò sui leoni, i granchi e”le misteriose creature marine”. Oltre alla Melancolia I, al dinamismo convulso del “Il cavaliere la morte e il diavolo”, lo splendido “Sant’Eustachio” dove, come indica Panovsky “l’estrema solidità di materia e precisione di forma si accordano misteriosamente con la massima delicatezza e ricchezza di tono”, compaiono in mostra i due cicli dedicati alla Passione: le 36 scene più frontespizio della Piccola Passione, eseguite tra il 1509 e il 1510; ristampa dai blocchi originali intagliati su legno di pero e conservati al British Museum ( realizzata a Venezia nel 1612 da Daniel Bissuccio). “La Passione incisa” (1507-1513); 16 incisioni a bulino mai pubblicate in volume, dove alegia un’ atmosfera da notturno. La narratività domestica e tragica del ciclo sulla “Vita della Vergine”, che rimase interrotta a causa di un’improvvisa partenza per l’Italia. In uno scritto J.W. Goethe consegna Durer ad esemplare modello esistenziale :” (..) il mondo dev’essere per te come l’ha visto Durer; con la sua vita forte e la sua virilità, con la forza interna e l’immutabilità”. [ Data di pubblicazione: 29 gennaio 2007 ]
|
|
||
|
|||