![]() ![]() PER ANDREA ZANZOTTO
..lontan massa son ‘ndat pur stando qua..
La mostra “Per Andrea Zanzotto”, in onore del grande poeta veneto inaugurata giovedì 17 novembre resterà aperta al pubblico fino al 18 dicembre. E’ stata organizzata dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti nella sede di Palazzo Loredan. Esibisce frammenti della sua vita sulla base delle fotografie realizzate dal veneziano Graziano Arici.. La mostra è stata realizzata anche grazie al contributo della Regione del Veneto. La mostra fotografica era stata concepita inizialmente per festeggiare il 90° compleanno del poeta, come parte di una serie di iniziative di celebrazione. Tuttavia ha assunto un significato completamente differente poiché il poeta è venuto a mancare improvvisamente il 18 ottobre scorso, una settimana dopo il compleanno, trasformando l’insieme delle iniziative in un tributo commemorativo all’uomo e al poeta. La mostra all’Istituto Veneto può essere considerata il più importante omaggio a Zanzotto, corrispondente dell’Istituto dal 1984 e socio onorario dal 2007 (l’ultima comparsa all’Istituto avvenne nel 2009 per presentare un suo volume). Per l’evento sono stati selezionati una cinquantina di scatti del fotografo Graziano Arici, che nell’ultimo periodo aveva avuto modo di incontrare Zanzotto in varie occasioni. Le immagini illustrano aspetti della vita pubblica e altri della dimensione privata del poeta: dagli assidui incontri con altri personaggi di estrema levatura nel panorama letterario italiano e straniero (Ungaretti, Josè Saramago, Allen Ginsberg…) ai ritratti della vita quotidiana, tra le cose semplici della casa di Pieve di Soligo, paese originario del poeta. In primis i libri, ed inoltre l’adorato gatto, le carte, i soprammobili... Le fotografie provengono dall’archivio di Graziano Arici. Il fotografo veneziano ha cominciato nel 1980 ad realizzare i primi lavori a Venezia, documentando l’attività artistica del Teatro La Fenice, di cui documenterà l’incendio del ‘96. Si è poi occupato di documentare molte attività culturali della città di Venezia. Dal 1989 inizia ad interessarsi all’ambiente tedesco. E’ reporter testimone della caduta del muro, ed inoltre ritrae i cambiamenti delle grandi città artistiche della ex Germania dell’est. Altri viaggi come reporter risalgono al periodo della guerra in Bosnia e hanno come focus sempre le attività culturali. Un artista fotografo dunque, gestore di un archivio, da cui provengono le foto su Zanzotto, ricco e di grande rilevanza. Arici è infatti riconosciuto a livello internazionale, con un’agenzia Rosebud che è la terza al mondo. Il percorso espositivo vuole dunque sottolineare la relazione fra il poeta e l’uomo. In un caso si delinea il profilo del personaggio pubblico, abituato a circoli di nicchia e di alto livello, nei quali l’italiano Zanzotto era uno stimato letterato e poeta, avvezzo ad una certa mondanità. Nell’altro invece emerge la dimensione intima e privata dell’uomo, pur sempre un grande poeta, ma riconoscente alle sue origini e alla propria dimensione domestica, fonte d’ispirazione grazie alla quale ha mantenuto fertile la propria produzione letteraria. E’ come se con queste foto si volesse onorare una serie di valori peculiari nell’uomo Andrea Zanzotto: il riconoscere la propria dimensione di persona, distaccata dagli imponenti palcoscenici di intellettuali ed eminenti poeti, gli ha permesso di non inquinare mai l’espressione del proprio talento, ottenendo comunque i dovuti riconoscimenti di fama. Così il personaggio del poeta è nato e si è fatto strada senza mai ripudiare la semplicità della persona, la genuina base di un successo sano e non viziato. La contrapposizione fra le due tipologie di immagini fotografiche vuole sottolineare il vero cuore pulsante della mostra: le emozioni della dimensione privata del poeta. La mostra non ha quindi uno scopo meramente celebrativo, ma intende avvicinare il pubblico al privato del personaggio e alla valorizzazione della persona. Uno spunto di riflessione sull’equilibrio tra i valori di personaggio e persona, dimensione pubblica e privata, affetti e successi, a volte assai precario. Andrea Zanzotto nasce a Pieve di Soligo nel 1921. Saranno questi i luoghi e la casa più volte descritti e ricordati dal poeta nelle proprie opere. Nella sua formazione dimostra subito una spiccata attitudine allo studio. Il padre insegnante e le difficoltà economiche legate alle due guerre mondiali, portano Andrea a decidere per una strada che gli permetta una carriera sicura: diplomarsi alla scuola magistrale. Ma durante gli anni della scuole superiore si appassiona alla letteratura e decide, dopo aver concluso un anno prima della prassi gli esami per divenire insegnante, di provare ad entrare al liceo classico. Tutti i suoi progetti si realizzano con successo ma non riesce da subito ad insegnare in modo stabile. Si iscrive nel frattempo alla facoltà di lettere dell’Università di Padova. Siamo nel 1940 quando ottiene la sua prima supplenza a Valdobbiadene. Due anni dopo si laurea in letteratura italiana. Siamo nell’epoca delle guerre mondiali ma Zanzotto, a causa della sua salute cagionevole e problemi allergici e respiratori, non concluderà mai la leva obbligatoria nell’esercito. Partecipa invece alla Resistenza nelle file di Giustizia e Libertà, dando il proprio contributo occupandosi della propaganda e della stampa relative al movimento. Dal 1947 al 1950 partecipa al Premio Libera Stampa di Lugano dove viene segnalato dalla giuria ed ha modo di cominciare ad aprirsi a quelle conoscenze di critici e letterati che lo accompagneranno in seguito. Nel 1950 vince il primo premio al Premio San Babila per la sezione inediti. Per quanto riguarda la vita privata, conosce Marisa Michieli nel ’58 e la sposa nel ’59. Da lei avrà due figli. Oltre che poeta, Andrea Zanzotto si è rivelato anche un critico di successo, attivo dal 1963 in modo intenso su riviste e quotidiani. Nell’estate del 1976 incontra Federico Fellini e ne nasce un rapporto di collaborazione per il film Casanova, in cui Zanzotto si occupa dei dialoghi veneziani. Nel ’78 vince il premio Etna-Taormina per la sua produzione letteraria, nel ’79 il Premio Viareggio. Zanzotto soffriva di insonnia e depressione che in questi anni si acutizza, costringendolo a farsi ricoverare. Guarirà totalmente nell’87, anno in cui riceve il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei. L’ultimo premio, Premio Bagutta per le Poesie e prose scelte, risale al 2000. Muore il 18 ottobre 2011 presso l’ospedale di Conegliano per complicazioni respiratorie, all’età di 90 anni. E’ stato un personaggio eclettico, formato da letture e generi differenti che andavano dai classici latini, ai romantici, ermetici e surrealisti alla logica matematica. Ha sempre continuato a innovare il suo stile poetico, aggiungendo sempre nuovi elementi ad una poesia prevalentemente autobiografica e caratterizzata da riflessioni filosofico-esistenziali. [ Data di pubblicazione: 22 novembre 2011 ]
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