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Le capitali europee della cultura
Un bilancio dell’esperienza e la candidatura di Venezia per il 2019

La manifestazione denominata “Capitale europea della cultura” prende ufficialmente avvio nel 1985, in seguito all’approvazione di una risoluzione da parte dei ministri responsabili degli affari culturali. La prima edizione della manifestazione si tiene nel 1985 ad Atene, dove già nel novembre 1983, il ministro della cultura greco Melina Mercouri, durante un forum organizzato con altri dieci ministri europei della cultura, aveva rivendicato con forza la necessità di sviluppare tra i cittadini europei una maggiore consapevolezza sul grande potenziale culturale presente in Europa.

A partire dal 1985, ogni anno, a rotazione, una o più città europee ha organizzato la manifestazione culturale: per l’Italia, le città sono state Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. La prossima partecipazione a “Capitale europea della cultura” dell’Italia sarà nel 2019.

L’attuale riferimento legislativo per le candidature alla manifestazione “Capitale europea della cultura” per il periodo 2007-2019 è la decisione n.1622/2006/CE.

Nel 2010 saranno venticinque le edizioni della manifestazione “Capitale europea della cultura” e quarantuno le città che le hanno ospitate. Si tratta quindi di un’esperienza consolidata che offre la possibilità di elaborare alcune considerazioni e valutazioni, analizzando le precedenti edizioni dell’evento.

L’organizzazione della manifestazione è stata affidata solitamente ad una struttura autonoma creata ad hoc per la gestione dell’evento culturale, composta principalmente da istituzioni pubbliche (comuni, province, regioni, Stato, università, ecc.) anche se non mancano i casi di strutture a gestione mista pubblico/privata.

La forma giuridica di queste strutture è variabile, ma si tratta nella maggioranza dei casi di società a responsabilità limitata, fondazioni, consorzi e associazioni no profit.

La struttura preposta all’organizzazione e al management è sempre affiancata da un struttura operativa, composta da un numero variabile di componenti, a cui spetta l’organizzazione e il coordinamento degli eventi, la comunicazione e il marketing, l’amministrazione e la contabilità. Il programma delle manifestazioni, risulta nelle esperienze fin qui svolte, articolato per temi e/o sezioni, ognuno dei quali contiene un certo numero di progetti culturali, che si sviluppano attraverso un determinato calendario di eventi.

Il numero di progetti realizzati nelle diverse manifestazioni varia molto per ogni città, ma non scende mai al di sotto del centinaio. Anche le presenze alle manifestazioni sono molto variabili, ma sempre superiori al milione.

Di certo è possibile osservare che l’impatto dell’evento sulla dinamica dei flussi turistici è quasi sempre positivo. L’incremento di turisti che si registra durante l’anno della manifestazione, è una tendenza che si protrae nel tempo, almeno fino all’anno successivo, anche se con numeri più contenuti.

Le fonti di finanziamento della manifestazione culturale sono in gran parte pubbliche (78%), mentre i privati intervengono attraverso l’attività di sponsorizzazione e partecipano mediamente con una quota del 13% (Rapporto Palmer, 1995-2004).

Il finanziamento pubblico è prevalentemente a carico dello Stato (56%): le città concorrono con una quota del 20%, mentre il contributo delle regioni copre l’11% del finanziamento totale.

Il finanziamento comunitario ammonta in linea di massima a 1,5 milioni di euro, che mediamente equivalgono al 2% del finanziamento pubblico complessivo (Rapporto Palmer, 1995-2004).

Particolarmente interessante e degno di segnalazione ci sembra, inoltre, l’esperienza innovativa di Essen e la Rurh che ospiteranno la manifestazione nel 2010.

Il caso della Rurh insegna come può risultare vincente un approccio più inclusivo, partecipativo e cooperativo tra territori, tra operatori culturali ed economici e istituzioni, così come la scelta di temi legati al passato ma anche al progetto di territorio.

Da un lato, l’identità storica, culturale e sociale della Rurh, ma lo stesso potrebbe valere per il Veneto ed il Nord Est, diventa la piattaforma su cui costruire un fronte comune in vista della partecipazione all’evento culturale europeo.

Dall’altra, oltre alla questione identitaria, il tema della riprogettazione della metropoli proposto nel programma Rurh 2010, può rappresentare una base di riflessione anche per il Nord Est, dove per molti decenni lo sviluppo produttivo e industriale ha subordinato a sé il territorio, le sue risorse scarse, il paesaggio storico.

Un primo confronto con pochi indicatori sintetici consente di valutare come Venezia possa posizionarsi nei confronti delle altre città che hanno promosso e promuoveranno l’evento nei prossimi anni. In base ai dati Urban Audit del 2004, tra le Capitali europee della cultura prevalgono le città con meno di 500.000 abitanti (28 su 48); sono invece sette le città con una popolazione superiore al milione di abitanti, tra le quali la più grande è Istanbul con quasi dieci milioni di abitanti. La città turca ospiterà la manifestazione nel 2010, insieme ad Essen (Germania) e Pécs (Ungheria).
Venezia si trova nel gruppo di città con una popolazione compresa tra 250.000 e 500.000 abitanti.

Le Capitali europee della cultura registrano un livello di ricchezza, in termini di PIL pro capite (2001), estremamente differenziato: si passa dai 2.100 Euro di Sibiu (Romania) ai 69.875 Euro di Parigi. Il PIL pro capite medio delle città considerate è di 26.953 Euro: Venezia si colloca al di sotto di questa soglia con 21.050 Euro.

Nei confronti del turismo sono stati considerati tre parametri (Urban Audit, 2004): numero di posti letto, numero di posti letto ogni mille abitanti e numero di pernottamenti per anno.

Anche in questo caso, la situazione si presenta molto articolata e disomogenea, perché troviamo città con una forte tradizione e vocazione turistica, tra cui alcune capitali europee e le più famose città d’arte (tra cui Venezia), e altre in cui il turismo non ha espresso ancora le sue massime potenzialità (come le città dell’Est Europa).

Venezia è la prima città per numero di posti letto ogni mille abitanti (119), tra le prime per numero di posti letto (32.208) e per numero di pernottamenti turistici (6.930.073).

Le Capitali europee della cultura non sempre risultano adeguatamente dotate di spazi dedicati alla cultura (teatri, cinema, sale cinematografiche), soprattutto se si considerano gli indici che misurano la presenza di tali strutture rispetto alla popolazione residente. Dai dati analizzati, riferiti sempre al 2004, si può notare che nelle prime posizioni, oltre alle grandi città e capitali europee, troviamo anche città di medie dimensioni, tra cui anche le città italiane di Firenze, Bologna e Venezia.

La posizione di Venezia è sicuramente buona se si considerano gli indici che misurano il numero di musei ogni 100.000 abitanti (12,17) e il numero di teatri ogni 100.000 abitanti (5,89).

[ Data di pubblicazione: 14 gennaio 2010 ]
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