![]() ![]() La nuova stagione del teatro di Ca’ Foscari
Avrà inizio nel mese di settembre la nuova stagione del «Giovanni Poli» di Venezia. Il Teatro, sito a Santa Marta, nucleo caldo della vita universitaria cittadina, fa parte di un Ateneo come Ca’ Foscari che è da sempre attento alle forme del contemporaneo e che mantiene al centro dei propri obiettivi l’azione culturale e formativa. Dell’inedito cartellone ci parla Carmelo Alberti, che assieme a Donatella Ventimiglia si occupa della cura del programma. «Per volere del Rettore di Ca’ Foscari, Carlo Carraro, il “Giovanni Poli” è innanzitutto un luogo di produzione: un laboratorio. Anche per questo, l’anno scorso abbiamo deciso di intitolare Atelier la programmazione 2010/2011 con l’intento di aprire una finestra sulla contemporaneità che fosse anzitutto dedicata ai nostri studenti e che sottolineasse l’idea di un percorso a valenza squisitamente formativa. Le nostre programmazioni, in linea generale, non si inseriscono in un mercato teatrale e agli artisti invitati, laddove è possibile, chiediamo di proporre spettacoli inediti, a costo che siano ancora in feri. Tutto ciò offre anche la possibilità di creare un rapporto diretto con i giovani spettatori, che possono partecipare ai laboratorio di preparazione durante le prove aperte. L’anno scorso s’è verificata un’occasione davvero speciale, quattro giorni di studio durante i quali alcuni studenti hanno potuto cimentarsi con l’Enigma di Stefano Massini, confrontandosi con lo stesso regista e i due interpreti, Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi, per comprendere le dinamiche pro-fonde del testo, che alla fine è stato in qualche modo capovolto e ricostruito». Qual è il titolo scelto per questa terza stagione? «Le litanie del caos», e si tratta di una programmazione tutta dedicata all’uomo contemporaneo. Anche quest’anno molti degli artisti invitati realizzeranno alcuni workshop grazie ai quali gli studenti saranno poi in grado di restituire un loro parere anche in forma scritta. L’anno scorso ho ricevuto alcune recensioni davvero esemplari, che dimostrano la forte capacità di giudizio dei ragazzi, l’attitudine alla critica e alla messa in discussione delle proprie cognizioni. A chi spetta l’onere e l’onore di inaugurare il nuovo cartellone? Lo spettacolo di apertura, tra il 5 e il 6 ottobre, è affdato alla compagnia aldes di Roberto Castello, che porterà in scena l’inedito Carne trita. Quintetto per voce e danza, un concerto in tre parti per cinque corpi e altrettante voci, uno stralunato omaggio coreografco ai tanti travolti e sopraffatti dall’impeto della modernità. Sempre nel mese di ottobre avremo il piacere di ospitare i laboratori della Biennale Teatro. Sarà quindi la volta di un’altra danzatrice, Silvia Gribaudi, che con Wait proporrà un lavoro sull’ascolto del tempo e sulla diversità in tutte le sue sfaccettaure. Si tratta di un vero e proprio laboratorio che la Gribaudi svolgerà in quattro giorni di sedute a stretto contatto con gli studenti. Se l’anno scorso il Thom Pain di Wil Eno ha visto sul palco un attesissimo Elio Germano, questa nuova stagione propone un altro testo dello stesso autore, diretto e interpretato da …da un’altrettanto attesa Isabella Ragonese, una Lady Gray che proporrà una riflessione sull’identità femminile in un monologo vivido e disarmante durante il quale l’ordinario e il quotidiano vengono trasformati per rivelare ciò che giace sotto la superfcie. Ospiterete anche Leonardo Manera e il suo Italian Beauty. Viaggio in un Paese di mostri, Juni Dahr con Ibsen Women Put an Eagle in a Cage..? Manera è un artista molto interessante, soprattutto quando calca le tavole del palcoscenico, e il ritratto che restituisce dell’Italia è davvero sconvolgente. Per quel che riguarda la programmazione internazionale, arriverà la norvegese Juni Dahr, appunto, con uno spettacolo che si basa su alcune fgure delle opere di Ibsen. Ma toccheremo anche la Francia e molto altro ancora. [ Data di pubblicazione: 7 ottobre 2011 ]
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