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La mobilità a Venezia
Francesco Sbetti intervista Giuseppe Roma presidente di Vela

F.Sbetti: Venezia viene sempre descritta come una città fragile, a cui prestare molta attenzione, e questo è sicuramente un compito a cui sono chiamati quanti devono governare i processi complessi che ogni città, Venezia non esclusa, espleta quotidianamente. Garantire la mobilità delle persone è sicuramente una delle funzioni più complesse della macchina urbana. A Venezia nella città storica, il trasporto delle persone si identifica, contrariamente alle realtà metropolitane più importanti, con il trasporto pubblico. Cosa significa per la sua società gestire una realtà che attribuisce al trasporto pubblico una importante funzione di “esclusività” e di “responsabilità” assolutamente rilevanti.

G.Roma: E’ un compito importante che va interpretato come un’ opportunità di innovazione per Venezia. La mobilità è di gran lunga la funzione decisiva nel determinare il livello qualitativo di un’area urbana. Da Londra a Madrid a Milano le politiche locali sono tutte centrate sullo spostamento dei flussi dal mezzo privato a quello pubblico.Nella Venezia storica il trasporto collettivo assorbe la totalità della domanda.E’ come se a Firenze ci si muovesse solo in tram, senza auto o motorini. Il “fattore-vaporetto” è parte costitutiva del fascino di Venezia soprattutto per i visitatori. Vela ha sviluppato un articolato sistema di comunicazione e orientamento per gli utenti della città, residenti e turisti, quindi si qualifica come il naturale canale per migliorare il rapporto con i cittadini e soprattutto per promuovere quanto la città produce in ambito culturale e istituzionale. Quei 14 milioni di visitatori è certo che passano per le biglietterie Vela, magari tramite il nostro call center o sito internet. Credo che un contributo fondamentale sia quello di “pilotare” al meglio l’arrivo e la presenza dei flussi di visitatori per evitare che l’eccesso di spontaneismo produca gli inevitabili effetti negativi prodotti dalla disorganizzazione. Ma egualmente offriamo alla città la possibilità di promuovere servizi pubblici, eventi, manifestazioni culturali potendo arrivare direttamente al residente o al visitatore.

F.Sbetti: Il tema della mobilità presenta una criticità collegata alla peculiarità di Venezia di concentrare la maggior parte degli arrivi in un unico comprensorio, di Piazzale Roma, la Ferrovia e l’Isola del Tronchetto. “Distretto degli accessi” che richiede di superare la frammentazione e la casualità con cui l’area si è andata stratificando e promuovere una logica di integrazione e complementarietà tra luoghi e mezzi di trasporto.

G.Roma: Quella dell’integrazione sperò sarà il tema del 2005. Innanzitutto tramite la bigliettazione elettronica intendiamo integrare progressivamente le tariffe in modo che lavoratori e pendolari, studenti o turisti possano girare con una sola carta dei trasporti nell’area metropolitana allargata di Venezia che comprende circa un milione di abitanti. Resta fondamentale riorganizzare i punti d’arrivo, anche perché ci sono opere in attuazione come il ponte che cambia l’assetto del distretto degli arrivi. Senza dubbio resta risolutivo il secondo accesso a Venezia con la sub lagunare . Solo un tale progetto di riequilibrio potrà migliorare l’accesiibilità. Mi rendo conto che l’argomento crea polemiche e non solo per ragioni nobili, ma pure per qualche interesse da rendita posizionale.

F.Sbetti: Il vaporino, rappresenta come la gondola un simbolo di Venezia, giovedì 21 ottobre 2004 avete presentato il libro “Vaporetti, un secolo di trasporto pubblico nella laguna di Venezia”. In questo nuovo secolo sarà ancora un simbolo e come si intreccia il tema: tradizione e innovazione?

G.Roma: Fra le cose che mi ero riproposto come presidente di Vela c’era anche la valorizzazione del patrimonio tecnologico e simbolico incorporato nel servizio di trasporto lagunare. La mia sensazione è che i veneziani non si rendano del tutto conto di quanto i vaporetti abbiano contribuito alla modernizzazione della città. Il grande interesse che ha suscitato il volume da noi promosso ha comunque confermato il legame quasi “affettuoso” verso la navigazione in laguna con i mezzi pubblici. Il futuro è tutto centrato sull’innovazione per minimizzare gli impatti energetici e ambientali, con i motori ad idrogeno e con la riduzione a zero del moto ondoso. Il mio sogno però sarebbe quello di ripensare l’intero sistema compresi gli imbarcaderi, la destinazione funzionale delle rive e la progettazione di nuove tipologie di imbarcazioni. Ma per ora sarei contento di poter rifare completamente l’agenzia di Piazzale Roma con un bel progetto che abbiamo elaborato, degno del ponte di Calatrava.

[ Data di pubblicazione: 17 gennaio 2005 ]

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