![]() ![]() L’area metropolitana e la rete delle città del Veneto
Federalismo e città venete
In questi ultimi decenni nel Veneto il fenomeno che più di ogni altro ha caratterizzato le tendenze è quello di una accentuata dispersione abitativa che si è realizzata ben al di fuori del raggio di influenza delle principali aree metropolitane. Tale processo presenta un’ampia varietà di situazioni territoriali e di combinazioni della crescita diffusa di edilizia residenziale. Lo stesso rapporto si esplica nel legame profondo tra l’economia e la società che si traduce in un modello di sviluppo continuo e indifferenziato che si insinua all’interno dei centri storici più antichi, nelle zone residenziali e nel territorio agricolo dove ancora è facile reperire aree libere. IL QUADRO DI RIFERIMENTO Per comprendere meglio il modello evolutivo e poterlo analizzare sotto profili diversi, bisogna fare riferimento alla dimensione socioeconomica incrociata con i dati relativi all’utilizzo del suolo. Il quadro fisico testimonia dei livelli elevati in cui si è mantenuto il consumo di territorio, non solo in relazione alla popolazione residente in crescita, ma anche ad altri fattori quali ad esempio la straordinaria forza produttiva. La geografia dei processi di urbanizzazione delinea il continuum urbano presente nell’area centrale, dove le città di Venezia, Padova e Treviso sono andate definitivamente saldandosi attraverso i rispettivi comuni di prima e seconda cintura, mentre a nord l’area centrale si innesta in un sistema che si distribuisce lungo l’asse pedemontano. Il quadro demografico conferma questa interpretazione. Nell’ultimo decennio la popolazione del Veneto cresce con un ritmo di 3,3 persone all’anno ogni 1000 abitanti. L’espansione demografica interessa il 74% dei comuni del territorio regionale, localizzati essenzialmente nella fascia centrale del territorio regionale, nei quali risiede il 62% della popolazione. Il quadro funzionale. Le città possono essere ancora identificate come luogo specifico della compresenza di un’alta concentrazione di funzioni di servizio relative ad un ambito vasto e di un’elevata densità di urbanizzazione del suolo. La gerarchizzazione disegna la rete delle città del Veneto, il sistema cioè dove si concentra la domanda di servizi urbani (casa, mobilità, cultura), ma dove anche si trovano i fattori di accumulazione competitiva. Il quadro infrastrutturale. L’assetto territoriale determinato dai nuovi fattori infrastrutturali e insediativi del Veneto si presenta come un sistema a densità decrescente dal centro verso i margini nord e sud, dove:
LA RETE DELLE CITTÀ VENETE Il modello insediativo e la rete delle città del Veneto si possono leggere attraverso una molteplicità di approcci. Il primo è rappresentato dalla geografia delle relazioni:
Il secondo approccio si riferisce agli orizzonti di riferimento per il sistema città. Il Veneto visto dal mondo e anche dall’Europa è un insieme unico ad alto sviluppo produttivo capace di coniugare storia ed innovazione, dove è indifferente il posizionamento dei fattori; in questo modello Venezia rappresenta il “brand” conosciuto e consolidato per tutta la regione. Il nuovo orizzonte metropolitano per la competizione in Europa e nel mondo emerge dalle dinamiche che investono il corridoio metropolitano dove troviamo le concentrazioni più forti di Venezia – Padova – Treviso e di Verona. Si incrociano con queste chiavi di lettura che afferiscono a dinamiche economiche e territoriali alcune nuove infrastrutture destinate a segnare il territorio e a sostenere modelli e direttrici del sistema di città. Si tratta della pedemontana veneta, strada destinata ad alleggerire l’asse centrale e a sostenere i processi economici e territoriali andando ad affermare la città pedemontana estesa. Il Passante, che finalmente consente lo sviluppo di Mestre nuova città cerniera del nord est. Ed infine della rete SFRM collegamento tra i punti forti della città estesa e della città metropolitana. IL GRANDE CORRIDOIO METROPOLITANO E I NODI DI ADDENSAMENTO DELLE CITTÀ METROPOLITANE Le più recenti tendenze dello sviluppo economico in Italia, ma non solo, mostrano una tendenziale ri-concentrazione della crescita nei nodi metropolitani. Ambiti che rappresentano, oggi più che mai, le aree di maggiore densità di opportunità e di fattori di innovazione, nodi di connessione ed integrazione tra scala globale e dimensione locale, luoghi della raccolta ed elaborazione delle conoscenze, dove è possibile realizzare sempre nuove sintesi.
Tra gli obiettivi di fondo del PRS e del PTRC vi è quello di supportare, attraverso politiche integrate, una strategia di rafforzamento dell’armatura urbana regionale ed in questa logica assume un ruolo importante l’area metropolitana.
Nell’ambito metropolitano del corridoio n°5 il PTRC riconosce un ruolo di primaria importanza:
La scelta di delimitare in questo modo il territorio metropolitano definito dall’asse centrale dove sono insediate le maggiori città e le funzioni di eccellenza del Veneto, deriva dalla consapevolezza che siamo in presenza di dinamiche e tendenze competitive e cooperative che richiedono una visione progettuale di prospettiva incardinata su processi di governance piuttosto che di governo dei perimetri e che a questa dimensione per rispondere ai problemi servono “geografie variabili” in ragione dei fattori da governare: economici ambientali, territoriali, infrastrutturali e della mobilità. [ Data di pubblicazione: 9 febbraio 2009 ]
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