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Il Veneto di Hemingway in 90 fotografie
Una mostra che vuole ricordare lo scrittore americano nel cinquantenario della morte

Aperta dal 2 aprile al 15 maggio
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti
Palazzo Loredan-Campo Santo Stefano-Venezia

“Sono un vecchio fanatico del Veneto”. Così nel 1948 Ernest Hemingway esprimeva tutto il suo affetto per la terra veneta, in una lettera a Bernard Berenson. Un amore che era iniziato nella primavera del 1918 quando, volontario della croce rossa americana (ARC), saliva con l’autoambulanza “Fiat” da Schio sul Pasubio per raccogliere i soldati feriti. Ma nella città dell’alto vicentino, costretto a lunghe pause, si annoiava. Ed eccolo, quindi, sul fronte del Piave, a Fossalta all’inizio di luglio, a rifornire di sigarette e cioccolato i militari italiani. Un’attività che durò solo pochi giorni, perché la sera dell’8 luglio, schegge di un proiettile di mortaio lo colpirono in più parti del corpo. All’ospedale americano ARC di Milano, dove venne ricoverato, conoscerà l’infermiera Agnes von Kurowsky, che diventerà Catherine Barkley in Addio alle armi.

Nel settembre del 1948 Hemingway, con la quarta moglie Mary, lasciò Cuba per tornare nuovamente in Italia, dove voleva rivedere i luoghi della guerra. Da Genova, con la sua Buick decappottabile, raggiunse Cortina, dove era già stato nel 1923, portato da quel suo fiuto straordinario che gli faceva scoprire posti incantevoli e ancora ignoti alle masse. Qui fece amicizia con il grande proprietario terriero Federico Kechler, che lo inviterà nelle sue residenze friulane e lo metterà in contatto con la nobiltà veneziana dei Fianchetti e degli Ivancich. All’inizio di ottobre, mentre stava traducendo Addio alle armi, Fernanda Pivano ricevette una cartolina: “Sono a Cortina, vorrei vedervi”, firmato Hemingway. Incredula, buttò la cartolina, commentando: “Ma guarda che stronzi. Che scherzo mi hanno fatto”. Dopo una settimana, Hemingway si fece nuovamente vivo: “Se non volete venire a Cortina, vengo io a Torino, ma devo parlarvi” (voleva avere notizie in merito al suo arresto ad opera dei nazisti, che sul finire della guerra avevano trovato, presso la casa editrice Einaudi, il suo contratto per la traduzione di Addio alle armi, considerato dal fascismo un’opera disfattista). Allora, in stato di trance, ella corse di primo mattino alla stazione di Torino. Alle dieci di sera del 10 ottobre era a Cortina sulla porta dell’Albergo Concordia ma, appena vide Hemingway seduto a tavola, rimase “inebetita dall’emozione (…) Le prime parole che mi ha detto sono state Tell me about the nazi”.

Sempre in questo periodo, Hemingway andò a Fossalta di Piave per rivedere i luoghi del suo ferimento e farli conoscere a Pivano.

Il 30 ottobre, con la Buick, Ernest, Mary e Fernanda, scesero a Venezia. Durante la sua permanenza a Venezia, non mancò di compiere un’escursione al Mercato di Rialto. In mostra ci sono tre foto che lo ritraggono in una attento ad sservare un pesce, in un’altra è di fronte a un pescivendolo che chiede i nome dei pesci, in un’altra ancora sta intervistando il pescivendolo Dante Deste Widmann, reduce della campagna di Russia, proprio su quella tragica esperienza militare. Il mercato era per lui “la cosa più simile a un bel museo come il Prado o com’è adesso l’Accademia”. Dal Mercato risalì il Canal Grande in gondola, fino al Gritti. Poiché i gondolieri “avevano fatto molta fatica, li pagò “quel che meritavano, e un po’ di più”.

All’inizio di novembre scoprì la Locanda Cipriani a Torcello, dove si trasferì con Mary, vivendo uno dei momenti più felici della sua vita. Cominciò anche ad andare a caccia di anatre nella valle San Gaetano (in Laguna di Caorle) del barone Nanuk Franchetti, donandoci la più emozionante descrizione di una laguna veneta, che narratore americano abbia scritto. Qui, all’inizio di dicembre, conobbe la diciannovenne Adriana Ivancich, più tardi “scandalosamente” ispiratrice e protagonista (Renata) di Di là dal fiume e tra gli alberi, come lo era stata la prozia Yole Biaggini Moschini, che ispirò a Fogazzaro il personaggio di Jeanne Dessalle in Piccolo Mondo Moderno.

Questa storia d’amore tra la giovane Adriana e l’”attempato” Ernest (allora aveva 49 anni) suscitò non poco scandalo. Ma ha probabilmente ragione il fratello Gianfranco quando afferma che tra la sorella ed Hemingway si consumò un amore semplicemente platonico. In quegli anni, infatti, l’alcol cominciava a mostrare i suoi effetti devastanti sul corpo e sulla mente del romanziere americano (arrivava a bere due o tre bottiglie di whisky al giorno). Anche la sua vita sessuale era diventata precaria, come ebbe a dichiarare in seguito la moglie Mary. Cosicché Hemingway prese a corteggiare platonicamente donne giovani e giovanissime chiamandole “figlie”.

Essendo stata la vita di Hemingway un’eterna vacanza, finita la caccia, era arrivato il momento dello sci: nella prima metà di dicembre, Mary affittò, a Cortina in località Doneà, Villa Aprile. Terminato l’inverno, Ernest tornò a Venezia all’Hotel Gritti. In questo periodo diceva ai suoi amici di venire in Veneto, perché “qui sì sanno come vivere”. Ritornerà a Venezia nel 1950 e per l’ultima volta nel 1954, continuando a incontrare sempre Adriana: nell’aprile dello stesso anno le scriverà “Ti amo tantissimo e ti amerò per sempre”. In quel 1954 vinse il premio Nobel.

Di Venezia e del Veneto non si scorderà, neanche la sera prima del suicidio avvenuto nella casa di Ketchum nell’Idaho. Come dirà Mary, “Quella sera del 1° luglio 1961 era stata così quieta e serena! Avevamo perfino cantato quella vecchia canzone imparata a Cortina d’Ampezzo: ‘Tutti mi chiamano bionda,/ ma bionda non lo sono:/ porto i capelli neri’. E poi avevamo ricordato Venezia, l’Hotel Gritti, la grande festa che Ernest aveva voluto dare per gli amici che accorrevano da ogni parte del mondo – solo per poterlo salutare, stringergli la mano. Ci ricordammo del vecchio Adamo, il conte Kechler e la cara Adriana…”. Anche Adriana concluse la propria vita allo stesso modo, suicidandosi 22 anni dopo nella sua casa di Orbetello.

[ Data di pubblicazione: 26 aprile 2011 ]

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