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Il Settimo Rapporto sulla Produzione culturale a Venezia – I produttori e i fruitori
Nel 2009 a Venezia si sono svolti quasi 2.200 eventi culturali, tra mostre, convegni, manifestazioni e spettacoli.

ll 2009 è l’anno della Biennale, di una nuova geografia della cultura e della crescita di nuove professionalità. Cresce il numero di eventi culturali, aumentano gli spazi espositivi, assume contorni sempre più nitidi un sistema di mestieri e professionalità legate al mondo della cultura. Sono solo alcuni degli aspetti che emergono dal Settimo Rapporto sulla Produzione culturale a Venezia – I produttori e i fruitori, elaborato da Sistema e legato indissolubilmente al quotidiano e puntuale lavoro del sito Agenda Venezia, da cui sono estrapolati i dati. Alla presentazione, avvenuta sabato 11 dicembre, hanno partecipato Marino Folin, presidente della Fondazione Venezia 2000, Francesco Sbetti di Sistema, Roberto Ellero, Direttore delle Attività Culturali del Comune di Venezia Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Venezia . Il rapporto nato nel 2003, e curato da Francesco Sbetti e Manuela Bertoldo della società Sistema, è uno strumento di osservazione e monitoraggio del mondo culturale nell’area veneziana, con l’obiettivo da un lato di assicurare una continuità nel tempo delle informazioni riferite all’universo degli eventi temporanei, dall’altro di fornire alla città e agli operatori uno strumento utile per comprendere e gestire questo sistema.

Il traino della Biennale Nel 2009 si sono svolti a Venezia 2.167 eventi temporanei per complessive 20.758 giornate di rappresentazione, una proposta giornaliera che corrisponde mediamente a 56 eventi articolati in mostre, convegni e spettacoli. Le tipologie in cui si concentrano gli eventi culturali censiti e archiviati da Agenda Venezia sono cosi distribuiti:Arti Visive 12,5%, Musica 19,0%, Teatro e Danza 10,3%, Rassegne Cinematografiche 13,8%, e Conferenze e Convegni 43,0%. Grande forza propulsiva ha avuto la 53^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, che da sola ha prodotto 18.047 giornate di mostre, corrispondente ad una durata media per esposizione di oltre due mesi, 66,8 giorni. Confrontando i dati 2008/2009 emerge una netta crescita degli eventi dedicati alla musica (412 nel 2009 contro i 310 del 2008), mentre teatro e cinema soffrono ancora delle difficoltà legate ai tagli dei finanziamenti anche se la differenza numerica (181 contro 183 e 300 contro 315), testimonia - tutto sommato - una buona tenuta.

I luoghi della cultura Analizzando i luoghi degli eventi per numero di giornate eventi troviamo in centro storico la Peggy Guggenheim Collection con quasi 800 giorni di apertura, Ca Pesaro, Telecom Italia Future Centre, Magazzini del Sale e Palazzo Zenobio con oltre 500 giorni di aperture inoltre oltre alle sedi storiche dedicate alle esposizioni d’arte come il Museo Correr o l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, nel 2009 altre nuove sedi sono state dedicate alle arti visive come le Tese di San Cristoforo all’Arsenale e la Scuola Grande della Misericordia. In terraferma, al Centro Culturale Candiani le giornate di attivita arrivano a 853, seguito dalla Galleria Contemporaneo e dal teatro Toniolo e Forte Marghera. Ma vale la pena segnalare alcuni eventi che hanno segnato – e segneranno – la possibilità di fruizione per i cittadini: l’apertura del museo di arte contemporanea a Punta della Dogana e della Fondazione Bianca e Emilio Vedova in uno dei magazzini del Sale alle Zattere. Il sestiere di Dorsoduro, presidiato finora dalle Gallerie dell’Accademia e dalla Collezione Peggy Guggenheim, si arricchisce di spazi d’arte e di esperienze dedicate a turisti e locali che non si limitano a rinverdire gli antichi fasti della zona ma danno voce agli sforzi connessi alla produzione di cultura in tempo di crisi e all’interpretazioni di un futuro complesso. La recente restituzione di Palazzo Grimani alla citta e, nei prossimi 12/24 mesi, l’apertura delle Grandi Gallerie e del museo M9 a Mestre configurano una nuova geografia della cultura.

Un nuovo comparto economico Se alla struttura culturale e museale permanente si sommano gli eventi temporanei, risulta evidente come questo comparto economico sia in grado di alimentare un tessuto produttivo vitale e strategico per lo sviluppo del territorio. Stiamo assistendo alla creazione di una vera e propria filiera culturale che coinvolge grandi istituzioni, musei privati, artisti, editori, comunicatori e pubblicitari, allestitori, artigiani. La città e gli operatori economici, concentrati sul sistema turistico sembrano non accorgersi di questo processo che produce invece un vasto impatto sul tessuto produttivo del territorio. Gli stessi operatori coinvolti in questa filiera non sempre, o non ancora si riconoscono come appartenenti al sistema della produzione di eventi culturali né hanno la consapevolezza precisa delle interdipendenze settoriali in quanto mettono al primo posto la loro appartenenza ad associazioni se sono organizzatori o il loro essere prima artigiani o professionisti piuttosto che operatori del settore culturale.

L’approfondimento La sezione di approfondimento del Rapporto quest’anno è stata dedicata ad alcune interviste ad operatori ed esperti del settore sull’universo degli eventi culturali e il sistema territoriale, e sulla capacità di questo settore di costituire un motore per lo sviluppo di tutta l’area veneziana. L’immagine che viene restituita attraverso le interviste è quella di un comparto in piena attività, soprattutto per quanto riguarda le arti visive e l’organizzazione di convegni/incontri. Il ricco e variegato sistema di supporto agli eventi culturali, tuttavia, risulta caratterizzato da situazioni di monopoli, alti costi, poca innovazione e improvvisazione, e alla ridotta presenza di elementi di innovazione sia nei contenuti che nelle modalità di erogazione dei servizi di supporto agli eventi culturali. In sintesi, la debolezza del sistema veneziano risiede ancora, per ora, nel non riuscire del tutto o comunque non sistematicamente a “fare sistema” e nel non riconoscere come strategico e centrale questo distretto evoluto che genera uno straordinario indotto economico nei campi culturali, artistici, del teatro, degli eventi e della musica.

[ Data di pubblicazione: 13 dicembre 2010 ]

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