![]() ![]() Cresce la domanda di consumi culturali nel Veneto
Presentato il Rapporto Federculture 2011
Nel Triveneto come nel resto d’Italia sono in decisa ripresa i consumi culturali, nonostante la crisi economica e la riduzione dei finanziamenti pubblici, cresce la domanda di cultura e aumenta la partecipazione agli eventi culturali. Sono i dati che emergono dal VII Rapporto Annuale Federculture, il volume dal titolo “La cultura serve al presente” a cura di Roberto Grossi, con prefazione di Carlo Azeglio Ciampi. Secondo il Rapporto Federculture, nel 2010, oltre il 21% dei veneti è stato almeno una volta a teatro, con un incremento del 26,3% rispetto al 2000. Positivi anche i dati relativi al cinema, che risulta al primo posto tra i tipi di intrattenimento. Lo scorso anno la quota di residenti nel Veneto che è andata anche una sola volta al cinema, è pari al 47% del totale. Cresce nell’intervallo considerato anche la partecipazione a concerti, che passa dal 17,0% al 21,2% e quella a concerti di musica classica (+24,7%).
Le visite a musei e mostre registrano un incremento del 2,3%, mentre rimane pressoché invariato il numero di veneti che ha visitato un monumento e che ha assistito ad un evento sportivo. In forte decremento la frequentazione di discoteche, che riguarda il 22% dei residenti nel Veneto, maggiori di 6 anni. Valori positivi anche in Friuli, con più 20% sia per il cinema, sia per i concerti di musica classica. In Trentino Alto Adige quasi un residente su tre è andato a teatro nel 2010, il 43% ha visitato almeno un museo o una mostra e il 28% ha assistito ad un concerto. Nel complesso, secondo il Rapporto, il Nord Est ha saputo proporre anche nelle città piccole e medie, cartelloni culturali più attenti alla dinamica della domanda, si è preferito puntare su eventi articolati più diffusi nel territorio e in tutti i periodi dell’anno piuttosto che concentrarsi solo su poche e grandi mostre come avviene in altre aree del paese. Non sono comunque mancate le grandi mostre di successo: la Biennale di Architettura di Venezia risulta al quarto posto in Italia per numero di visitatori (2000 al giorno). Conegliano con la mostra su Cima, ha raggiunto i 1000 visitatori al giorno, posizionandosi al tredicesimo posto nella classifica nazionale. Fra i musei, Palazzo Ducale è al terzo posto in Italia per numero di visite, dopo i Musei Vaticani e gli Uffizi, mentre i Musei Civici Eremitani e la Cappella degli Scrovegni di Padova si confermano al ventottesimo posto come nel 2009. Il Rapporto stima inoltre che gli oltre 230 mila spettacoli dal vivo organizzati in Veneto nel 2010, hanno generato un volume d’affari di ben 632 milioni e una spesa di pubblico di 462 milioni, circa un terzo di quella nazionale che risulta pari a 1.662 milioni. A livello nazionale, la spesa delle famiglie italiane per la cultura e lo spettacolo, continua a rappresentare circa il 7% della loro spesa totale e tra il 1999 e il 2009 in termini assoluti è aumentata del 24,3%. L’andamento positivo sul fronte della domanda dimostra ancora una volta quanto il comparto culturale meriti una centralità nelle politiche economiche nazionali e locali, politiche che tengano conto anche del valore fondamentale della cultura, “…come conoscenza, istruzione, accesso ai saperi per ridurre le disuguaglianze, combattere la povertà, alleggerire il disagio sociale” come osserva Roberto Grossi nel Rapporto “…e fare delle attività di valorizzazione e promozione culturale il fulcro delle opportunità da offrire ai cittadini …rafforzare il substrato di identità individuale e sociale dal quale dipende in grande misura il senso di appartenenza a un unico progetto per il benessere comune”. Per contro risultano ancora negativi per l’Italia gli indici per competere nello scenario internazionale, nelle classifiche del World Economic Forum 2010, il nostro paese si colloca al quarantottesimo posto, risultando il paese europeo più basso in classifica per competitività. Nelle classifiche Ocse inoltre, l’Italia è al penultimo posto nella spesa per l’istruzione in rapporto al Pil (4,5% del PIL contro una media Ocse del 5,7%), la spesa per l’istruzione in rapporto alla spesa pubblica totale è in Italia il 9% contro il 13,3% della media Ocse, e il tasso di abbandono scolastico è del 19,7% contro il 14,9% della media europea. [ Data di pubblicazione: 31 luglio 2011 ]
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