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Carlo Cardazzo
Una nuova visione dell’arte, alla Peggy Guggenheim Collection fino al 9 febbraio

In questo 2008 che vede la celebrazione dei sessant’anni dall’arrivo di Peggy Guggenheim a Venezia, il museo dedica una preziosa esposizione a un personaggio centrale nella cultura italiana e internazionale del XX secolo: il veneziano Carlo Cardazzo (1908-1963), che con la collezionista americana ebbe una intesa intellettuale e di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. "Carlo Cardazzo. Una nuova visione dell’arte", curata da Luca Massimo Barbero, dal 1 novembre 2008 al 9 febbraio 2009, è la prima mostra completamente dedicata alla figura di questo vulcanico e intraprendente mecenate, editore, collezionista e gallerista che restituisce al pubblico la molteplicità dei suoi interessi e la straordinaria attualità del suo modo di intendere e promuovere l’arte, attraverso le sue gallerie, ma soprattutto grazie alle sue innovative strategie culturali. Il suo amore per l’arte del Novecento, in special modo per le avanguardie e per i nuovi percorsi dell’arte postbellica, lo fanno diventare una sorta di alter ego di Peggy Guggenheim.

Oltre a fornire uno sguardo storico-artistico su uno dei protagonisti dell’arte del XX secolo, la mostra permette anche ai visitatori di fruire lungo l’intero percorso espositivo i capolavori, documenti, oggetti pubblicazioni manoscritti, offrendo un’immagine a tutto tondo, inedita e sorprendentemente internazionale del complesso mondo di Carlo Cardazzo. La prima sezione della mostra, è dedicata alla ricostruzione della sua collezione che negli anni ’30 e ’40 era considerata una delle più significative dell’arte italiana del novecento. Segue poi la seconda sezione dedicata al rapporto con l’architetto Carlo Scarpa, cui Cardazzo chiede di progettare, in pieno periodo bellico, la Galleria del Cavallino, una seconda galleria in Frezzeria e l’importante Padiglione del Libro per i giardini della Biennale. Un’intera sala della mostra è poi dedicata alle Edizioni del Cavallino, importante perché attraverso questa galleria egli promuove personaggi del calibro di: James Joyce, Jean Cocteau, Alfred Jarry, Comte de Lautréamont. Il numero delle mostre, molte concepite come vere e proprie performances che si ripetevano per alcuni giorni a intervalli ravvicinati, rende appieno la straordinaria attività di Cardazzo: dal 1942 al 1963, anno della sua scomparsa, furono ben 1049 le esposizioni presso le tre Gallerie del Cavallino.

[ Data di pubblicazione: 21 novembre 2008 ]

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