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Astralia, tra astronomia e astrologia
Progetto e mostra di PaRDeS dal 18 maggio al 13 luglio

Sotto il cielo di PaRDeS, che ha sede nell’accogliente spazio di una barchessa ristrutturata e trasformata in laboratorio di ricerca d’arte contemporanea con attiguo parco storico (via Miranese 42 - Mirano), è nata una nuova stella, una magica galassia che ci guarda come l’indagatore occhio di Dio. Il fascino che comunica l’immagine di copertina della mostra Astralia, visitabile dal 18 maggio al 13 luglio 2008, sarebbe sufficiente per incuriosire anche il visitatore meno affezionato al linguaggio della sperimentazione artistica. I quarantatré artisti protagonisti di questa interessante progetto proposto da Maria Luisa Trevisan, che quest’anno ha suggerito un tema affascinante, quale la relazione tra astronomia e astrologia, hanno espresso le più svariate interpretazioni di questo triangolo magico, in cui l’intreccio tra calcolo scientifico e potere oscuro delle congiunzioni astrali, cattura chiunque si soffermi ad osservare le opere esposte.

Lo splendido parco assume le caratteristiche della volta celeste dove Giuseppe Vesco, con il suo “Prototipo solare”, sfiora la scienza creando un piccolo sole, con effetti sorprendenti. Huguette Blézès fa pendere da un albero il suo cielo con costellazioni, Franco Corrocher, misura poeticamente il tempo con una vera meridiana di tenui gerbere, Floriano Gheno dedica alla maiolica blu la perfezione della sfera celeste, Franco Costalonga affida ad una coppia di antichi noccioli il sostegno della sua modernissima Via Lattea, Franco Gazzarri propone un intervento di Land Art creando una donna d’erba lunga otto metri, Tanja Micca lascia oscillare dai rami di un noce americano altri tronchi aerei, mentre brillanti colonne cromatiche sono ben ancorate al terreno. Sonia Casari utilizza magistralmente l’elemento ceramico offrendo due opere interessanti, Maria Micozzi accompagna il visitatore, attraverso una contorta rete metallica, in un complesso viaggio cosmico. Dal cerchio aereo di Barbara Pelizzon nascono curiosi tarocchi dei quali interpreta alcune carte (il diavolo, la papessa, l’appiccato, ecc.) di forte impatto allegorico. Poco distante, quasi a volere riportare il visitatore all’ordine, si trova la materia perfetta nell’opera di Roberto Fontanella, il cui cerchio bianco racchiude ed argina il nero caos primordiale su cui si regge una lucida sfera rossa. Penzola un umile saio di juta che compare tra gli alberi ed evoca vite monastiche lontane, è l’intervento di Pain Azyme che alla semplicità dell’abito contrappone la complessa costellazione sefirotica con riferimenti cabalistico-cosmologici. Il dinamico progetto di Doris Harpes gioca con sorprendente genialità sulla contrapposizione Marte-quercia e Venere-betulla, mentre una coppia di mosche compie la propria orbita ellittica, è questa l’opera di Stefano Zaratin che pare interrogare il visitatore sulla misura del tempo. Conclude la passeggiata nel parco l’installazione ambientale di Paola Volpato, una magica linea che spacca la terra facendo captare l’infinito.

Astralia prosegue negli spazi espositivi interni con infinite sorprese di cui anticipiamo qualche cosa soltanto. Tobia Ravà con Astroshampoo ci mostra una navicella spaziale che trasporta nel cosmo al contempo il meglio e il peggio della nostra società, conoscenza e scarto di consumo. L’artista esprime anche in Sistema Entropico un raffinato e complesso pensiero che si coglie nell’originale rappresentazione di una tavola sinottica. Cesare Vignato vola nel suo Viaggio Astrale, affiancato da altri due video: Congiunzione astrale di Sirio Luginbühl e Sole nero di Arcangelo Mazzoleni. Francesco Stefanini ci offre Il cielo sopra la testa e L’Orsa Minore mentre Hana Silberstein, Annamaria Targher e Walter Valentini ci raccontano un cosmo tutto da indagare. Vi sono poi i paesaggi lunari neo-romantici di Brigitte Brand, le lune di Bruno Munari, di Jiri Kolar, di Massimo Catalani, e quella in movimento del “videodipinto”di Lohner & Carlson. E ancora nebulose, (Thomas Ruff), meteoriti (Renato Pengo), pianeti che si offro allo sguardo (Daniele Bianchi - Serena Nono, Giovanni Manfredini) e un’interpretazione intima, materna della Via Lattea (Daniella Bacigalupo). Astralia ci riserva inoltre un nutrito calendario d’incontri artistici. Tra maggio e luglio molti saranno gli occhi puntati verso il cielo di notte con musica, poesia, letteratura e scienza.

[ Pubblicato il 26 maggio 2008 ]

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