
Il 27 Agosto alla tensotruttura dove è allestita la mostra dei progetti all’ex distretto di Via Poerio, si terrà la premiazione del concorso internazionale di Architettura , organizzato dalla Fondazione di Venezia, che inaugurerà la mostra “M9. A New Museum For A New City”, dedicata ai 6 progetti che hanno preso parte al concorso internazionale a inviti per la progettazione del nuovo polo museale M9 - “Museo del Novecento” di Mestre.
Agence Pierre-Louis Faloci (Francia), Carmassi Studio di Architettura (Italia), David Chipperfield Architects (Gran Bretagna/Italia), Mansilla+Tuñón Arquitectos (Spagna), Sauerbruch Hutton (Germania) e Souto Moura Arquitectos (Portogallo), sono i sei studi di architettura chiamati a partecipare al concorso internazionale per M9, il nuovo polo culturale che sorgerà nel cuore di Venezia-Mestre, organizzato dalla Fondazione di Venezia che di questo progetto e del futuro spazio culturale, è ideatore e promotore. Data la particolarità dell’intervento, in cui la realizzazione della nuova architettura dovrà integrarsi con un edificio storico, la Fondazione, con la consulenza di Francesco Dal Co e grazie alla collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, ha deciso di invitare al concorso professionisti di grande livello, noti per la loro progettazione museale ma soprattutto per la loro sensibilità nei confronti del contesto: Massimo Carmassi, David Chipperfield, Pierre-Louis Faloci, Luis Mansilla ed Emilio Tuñón, Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, Eduardo Souto de Moura sono stati scelti proprio per essere architetti poco inclini a soluzioni stravaganti, composti nel modo di esprimersi e capaci di rispondere in maniera concreta ai temi e ai problemi che un intervento complesso come M9 esige. Gli studi, infatti, sono stati chiamati a riflettere su un polo contenente tre distinte funzioni: quella museale (è un edificio di grandi dimensioni quello che dovranno progettare ex novo), quella commerciale (ospitata nel corpo preesistente) e quella terziaria, articolato mosaico non facile da comporre che i concorrenti hanno risolto in modo originale e straordinariamente affascinante. L’impostazione data al concorso sottolinea la specificità e la serietà di un progetto che ha coinvolto amministrazioni pubbliche e organi di tutela e che si differenzia in maniera sostanziale da altri esempi in cui un ente banditore procede per inviti. Con un’innovazione assai significativa, si è preferito sottoporre agli architetti un vero e proprio contratto di prestazione. I professionisti sono stati infatti chiamati a rispondere in modo omogeneo e facilmente confrontabile in sede di valutazione, sia sul piano progettuale sia sugli impegni che ciascun progetto comporterà.